Tutti gli occhi sulla “grande Croce”

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Galatone. Quelli appena trascorsi sono stati giorni molto intensi per la comunità cristiana di Galatone: dalla messa in “Coena domini” alla visita ai “repositori” sino alla processione dei Misteri ed alla liturgia di Resurrezione (con “Lu sparu ti lu pannu” in chiesa Madre) .

Tra le novità di quest’anno la “Grande Croce” opera (alta più di sei metri) del maestro galatinese Leonardo Sedile esposta nella parrocchia Santi medici. Ritornando alla tradizione, la notte del Giovedì santo, subito dopo il memoriale dell’ultima cena, tanti sono stati i visitatori dei “repositori eucaristici”, noti anche come “sepolcri”. Dalla sera sino a notte, per le vie del paese si è assistito al lento pellegrinare di famiglie e gruppi di devoti diretti verso le quattro parrocchie cittadine e i due santuari.

Nelle aule liturgiche, drappi bianchi, fiori candidi e piccoli lumi hanno creato l’atmosfera giusta per sostare qualche minuto in silenzio prima di riprendere il cammino verso gli altri “repositori”. Il passo svelto delle comitive di giovani ha poi ben presto ceduto il posto al passo lento e mesto delle donne vestite di nero, unite all’Addolorata nel canto di dolore “Inno a Gesù Morto” del Venerdì santo con le varie rappresentazioni dei misteri della Passione e morte di Cristo portate a spalla per il paese, sino a fare ritorno davanti alla chiesa di Sant’Antonio, dove l’assemblea si è poco dopo sciolta in silenzio.

Suggestivo anche quest’anno “Lu sparu ti lu pannu” in chiesa Madre: nella notte che porta alla Pasqua, l’immagine del Risorto è stata svelata grazie ad un complesso (e tuttora segreto) sistema di corde e di forze.

                                                                   DC