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Ugento – Terza in Puglia per il numero di arrivi e presenze, ma non basta. Ugento può e deve fare di più: sul come ha messo l’accento la Pro loco del paese e delle marine, presieduta da Francesco Pacella, ex Sindaco ed ex assessore provinciale al Turismo con un convegno tenutosi questa sera nella ex chiesa di Santa Filomena.

“Come promuovere e commercializzare la destinazione: analisi e prospettive di posizionamento di Ugento nel nuovo mercato turistico” il tema dell’incontro con uno stuolo di esperti: Giuseppa Antonaci, presidente della Fondazione Itst (Istituto tecnico superiore per l’industria dell’ospitalità e del turismo allargato); Massimo Vaglio di Nardò, chef e storico del gusto; Mariachiara Minoia, esperta di marketing e comunicazione eno-gastronomica; Luca Caputo, presidente di “Destination management”; Daniela Talà si Sannicola, esperta di politiche attive del lavoro.

Saltata in buona parte la sezione dei saluti istituzionali: assenti sia il Sindaco di Ugento (impegnato in Consiglio comunale), sia quello di Otranto, entrambi ai vertici del progetto “Destinazione Sud Salento” che vede coinvolti 35 paesi; il dirigente Salvatore Negro è stato rappresentato dal professore Claudio Orsi di Ruffano, docente (e curatore del buffet finale con i suoi ragazzi) dell’Alberghiero di Ugento, sede distaccata del “Bottazzi” di Casarano.

Destinazione Sud Salento? Sicuramente è utile tutto ciò che promuove il territorio salentino, ancor di più se serve a spingere il target turistico verso l’alto, perché di questo c’è bisogno. Nell’entroterra già si registra un target medio-alto – commenta il professore Orsi – grazie alla ristrutturazione di masserie, vecchie dimore, ruderi. Naturalmente deve essere alto anche li livello dei servizi e per questo ci sono i nostri ragazzi”. (nella foto il prof. Orsi e il presidente Pacella)

Prima degli interventi degli esperti in diversi settori, ha svolto la relazione introduttiva Pacella. Il presidente dell’associazione Pro loco ha parlato poco di Destinazione Sud Salento (“Oggi 35 Comuni con vocazioni turistiche sono davanti ad un turismo ormai globale) e molto di Destinazione Ugento: “La comunità ugentina è pronta a questa sfida? E’ conosciuta come destinazione turistica? è considerata come tale? No, non lo è ancora”.

Ugento non ha saputo costruire un prodotto turistico  altro, rispetto a quello balneare”, ha proseguito Pacella, che rilevato una serie di aspetti carenti: nessuna iniziativa comune tra gli operatori “tutti corridori singoli”; assente una politica per ciascun settore, dall’archeologico, al naturalistico, fino allo sportivo “per un sistema diversificato di offerte; una comunicazione “spesso autoreferenziale” là dove invece “invece di mettere il cliente al centro, cioè colui che poi racconta la sua esperienza, la diffonde”.

Tre i capisaldi di una auspicata inversione di tendenza: il progetto, il marketing, la commercializzazione. Pacella ha concluso illustrando alcune realtà in Spagna e in Scozia che praticano già questa linea di “management lungimirante e di largo respiro”. Ci saranno altre serata sul tema, ha preannunciato il presidente-promotore, rilevando in conclusione “il nuovo ruolo delle Pro loco, essenziale per l’accoglienza dei viaggiatori”.

 

 

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