Gallipoli – A Vieste continuano ad arrivare in massa e, soprattutto, a fare vacanze più lunghe; Bari è la sorpresa al secondo posto; il Salento è lassù in alto, al terzo (Ugento, foto sopra) e quarto posto (Otranto, sopra Lecce), a disputarsela col capoluogo regionale. Più distaccato del solito Gallipoli, nono nella classifica dei Top15 pubblicata oggi alla Borsa internazionale del turismo di Milano, mentre Porto Cesareo è 14°.

E’ complessivamente il Salento l’area che attira maggiormente e che quindi contribuisce in modo chiaro ad un altro record positivo, anche se non eclatante dopo quelli del 2016 e 2017, della Puglia intera, che conferma la presenze dello scorso anno ma vede aumentare  gli arrivi di un altro 3,7%. Pesano di più soprattutto i villeggianti provenienti dall’Estero: gli arrivi raggiungono un + 14% e le presenze un 9% di crescita.

Tedeschi, francesi, inglesi, svizzeri, olandesi e belgi: gli ospiti europei sono tra i primi a scoprire, riscoprire e gustare questo Sud Est Italiano. Con alcune sorprese: i turisti provenienti dalla Polonia s’impennano nelle graduatorie dei report (superata l’Austria), seguiti dagli statunitensi dagli spagnoli (+34,5 pernottamenti).

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In base al numero di notti passate sotto questo cielo, la provincia di Lecce ha contribuito col 34,1% (l’anno scorso era al 35,3) e con il 29,5 di arrivi (30,6 il dato 2017). Il Salento primeggia comunque rispetto al Gargano, all’area di Bari e costa, Valle d’Itria.

Il contributo del Salento nel Pil pugliese “Nel 2018  la crescita del Pil turistico – si legge nella relazione dell’Osservatorio regionale del turismo – è stata stimata intorno ad un +5,5% rispetto all’anno precedente. Il 2017 è stato l’anno di massima crescita per i Paesi del Mediterraneo che hanno registrato un Pil turistico del +6,8% rispetto all’anno precedente. A partire dal 2018 la percezione di rischio do una riduzione futura di reddito e del potere d acquisto – si rileva – ha contribuito a limitare la propensione alla spesa ed a modificare le modalità di svolgimento del soggiorno, sempre più breve e in destinazioni competitive nel rapporto qualità/prezzi”.

La flessione di Gallipoli ma non è la sola In questo contesto globale, s’inseriscono le capitali del Sud salento delle vacanze. Ugento conserva l’appeal anche se con una lieve flessione negli arrivi da 115mila a 109.252, con le presenze che vanno da 864mila pernottamenti a 823.317. Punto forte è la presenza di villaggi turistici aperti da marzo ad ottobre. Pure Otranto è in flessione: arrivi da 149mila a 148,531, presenze da 796mila a 732.347.

Il caso Gallipoli (foto sopra) di cui tanto si è parlato in assenza però di dati ufficiali, consegna alle cronache un 2017 con 117mila arrivi diventati 111.735 lo scorso anno, e con 514mila presenze scese a 494.107. La flessione c’è stata, la seconda almeno a giudicare l’andamento delle strutture alberghiere in agosto.

Loredana Capone

Dall’alto di attestazioni di apprezzamenti internazionali (la Puglia è stata inserita dal New York Times fra le 52 destinazioni da visitare nel 2019), l’assessore Loredana Capone ha sottolineato i crescenti punti di forza delle politiche regionali, da Puglia365 (vacanze tutto l’anno, l’auspicio sostenuto da programmazioni di eventi fuori stagione) all’enogastronomia (tra le prime voci a cui solitamente i turisti stranieri associano la Puglia). Non mancano i richiami per la qualità dell’olio e per le acque cristalline del mare, le spiagge di sabbia bianca, i borghi dell’Entroterra.

La “sintesi perfetta” “Storia, cultura e tradizioni, ma anche innovazione trovano una sintesi perfetta proprio nel patrimonio enogastronomico sul quale puntiamo per costruire un prodotto turistico di qualità, capace di attrarre viaggiatori italiani e soprattutto stranieri che sono quelli che consentono di allungare la stagione – afferma l’assessore all’Industria turistica e culturale, Loredana Capone – Qualità e turismo slow legato all’enogastronomia tutto l’anno perché destagionalizzare resta un nostro obiettivo strategico. La Puglia in questa fase, a due anni dal varo del primo piano strategico, prima in Italia, è una regione appassionata e ambiziosa e sta lavorando molto in sintonia fra pubblico e privati”.

Avvertenza finale Va ricordato che qui si tratta di dati ufficiali, basati sulle comunicazioni degli operatori turisti del settore accoglienza. Talvolta questi numeri do ogni singola azienda su cui i Comuni basano gli introiti prevedibili dalla tassa di soggiorno, arrivano tardi, qualcuno se ne dimentica. In molti si nascondono: per ogni turista registrato presso strutture regolari ce sono quattro che restano ignoti a tutti. Tranne che agli affittuari in nero di stanze, ma anche di stanzini, sottoscale e terrazze.

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