Turismo e navette, a Gallipoli il monopolio con le armi in pugno: sei gli arrestati con l’operazione Efesto – IL VIDEO

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Gallipoli – Armi, intimidazioni e attentati incendiari per controllare l’attività di noleggio con conducente a Gallipoli.

La gestione criminale del prosperoso settore viene fuori con i sei arresti dell’operazione Efesto, condotta questa mattina all’alba dalla squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Gallipoli. Le armi venivano acquistate da chi possedeva regolari porto d’armi per poi essere rivendute alla criminalità organizzata.

Gli arrestati

Gli arrestati, tutti gallipolini (due dei quali residenti ad Alezio) alcuni dei quali noti per dei precedenti penali, e rispondono a vario titolo di reati in materia di traffico clandestino di armi da fuoco, danneggiamento ed estorsione aggravata.

In manette sono finiti Giuseppe Imperatore di 40 anni, Moreno Galluzzo di 46, Gabriele Fiore di 50 e Salvatore Fiore di 30 (questi ultimi due gallipolini residenti ad Alezio) e il 46enne Luigi Cardellini. L’unica per la quale sono stati previsti gli arresti domiciliari è la 39enne Sara Pisanello, anche lei di Gallipoli, moglie di Galluzzo, mentre per gli altri si provvederà a breve con la stessa misura alternativa alla detenzione con l’attivazione del braccialetto elettronico.

Il monopolio del settore

Ape Calessini a Gallipoli

Il controllo della florida attività di noleggio con conducente (basti pensare ai profitti degli ape calessini e dei pulmini con i turisti) avveniva con l’intimidazione diretta nei confronti di altri datori di lavoro che venivano “convinti”, “con minacce ed atti idonei in modo non equivoco”, a non esercitare più mentre altri dai paesi vicini venivano “persuasi” a non farsi vedere proprio a Gallipoli, pur se muniti di regolare licenza.

Nell’ambito dell’attività di Ncc, in sostanza, gli operatori gallipolini erano costretti a chiedere il benestare pur di poter lavorare mentre per gli operatori dei paesi vicini veniva consigliato di girare alla larga.

Le armi

L’operazione di polizia, che ha preso il nome dalla mitologia greca dove Efesto rappresenta il dio del fuoco che forgiava per gli dei dell’olimpo splendide armi, è scaturita da un’attività di controllo amministrativo finalizzata a riscontrare, a campione, se le armi dichiarate all’autorità di pubblica sicurezza dai titolari di porto d’armi per uso sportivo, fossero effettivamente presenti presso il luogo dichiarato.

Le incongruità sono emerse dall’esame incrociato con le banche dati della Polizia. In particolare è stato scoperto come Galluzzo, con la complicità di un’altra persona, in quanto titolare di porto d’armi per uso sportivo, in un solo mese aveva acquistato tre revolver, otto pistole semiautomatiche ed un fucile a pompa, con relativo munizionamento, salvo poi non risultarne più in possesso in seguito ai controlli domiciliari.

Le indagini

Le indagini hanno poi permesso di scoprire come Galluzzo ed il complice hanno immesso nel circuito clandestino 18 potenti armi da fuoco, perfettamente funzionanti, in parte cedute illegalmente ai due Fiore, pure loro non più in possesso delle stesse per essersene privati.

L’attività investigativa ha poi fatto luce su quanto successo nella notte del 30 maggio 2019 quanto Galluzzo, sempre insieme alla stessa persona con cui aveva acquistato le armi, avrebbe dato fuoco al mezzo di lavoro di un’altra azienda esercente la stessa attività di noleggio con conducente secondo un piano elaborato inseme a Giuseppe Imperatore, suo datore di lavoro.

Le minacce

Galluzzo insieme a Luigi Cardellini (noto anche per l’omicidio del 1993  in seguito ad una rapina a mano armata ad Alliste) avrebbero, inoltre, minacciato un titolare di un’altra azienda di noleggio con conducente proveniente da altra città costringendolo ad esercitare lontano da Gallipoli con i loro bus navetta.

Nel corso dell’operazione sono state ritirate in via cautelare tre armi detenute legalmente da due degli arrestati perché, alla luce delle contestate responsabilità penali, sono state ritenute “persone capaci di abusarne” . Gli stessi soggetti saranno, pertanto, segnalati al Prefetto per l’emissione di un divieto di detenzione armi ed al Questore per la revoca del titolo autorizzativo del porto d’armi.