Tuffo sbagliato dalla Montagna Spaccata: turista in “Rianimazione” al Fazzi. LE FOTO

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GALATONE. Resta riservata la prognosi per il 28enne trevigiano rimasto gravemente ferito in seguito ad un maldestro tuffo dall’alta scogliera della Montagna Spaccata, tra “La Reggia” e “Lido Conchiglie”. Il giovane è ricoverato presso il reparto di Rianimazione del “Vito Fazzi” di Lecce con un quadro clinico ritenuto “molto complesso” dai sanitari. Restano da comprendere quali conseguenze, oltre le gravissime lesioni alle gambe, possa aver provocato il salto da oltre dieci metri conclusosi sugli scogli e non, come sperato dal giovane, nelle splendide acque della marina a nord del litorale gallipolino. L’incidente poco dopo le 16 di ieri pomeriggio quando Federico Bardi, questo il nome del turista nel Salento in compagnia di alcuni amici, ha tentato il tuffo dal promontorio comunemente detto “La morte”, accuratamente evitato dai locali proprio per la sua proverbiale pericolosità. A prestare i primi soccorsi sono stati la Squadra nautica della Polizia e la Capitaneria, ma il moto ondoso e le gravi condizioni del ferito hanno reso necessari ulteriori interventi coordinati. La richiesta di aiuto è arrivata anche allo stabilimento balneare “Mesciu Peppe”, a Lido Conchiglie, da dove uno dei due operatori di Polizia e il bagnino del lido, Alessio Baldari di Galatina, con il pattino hanno raggiungono il ferito, a circa 500 metri a nord del lido stesso, nel frattempo adagiato su un materassino gonfiabile. Il luogo in cui è avvenuto l’incidente è particolarmente impervio, privo di un servizio di salvamento pubblico e gli scogli molto alti per effettuare il recupero in sicurezza.

Le condizioni del ferito sono apprese subito serie con fratture scomposte ed esposte a entrambi gli arti inferiori. Presto sul posto anche due ambulanze giunte dagli ospedali di Gallipoli e Lecce. Contemporaneamente al 118 è stato sollecitato anche il vicino lido dell“Aeronautica” dove il capitano Antonio Pio e un operatore del 118 sono entrati in azione, anch’essi col pattino di salvataggio, per raggiungere il ferito e portarlo a riva. «La motovedetta della capitaneria ci ha lasciato in consegna il ferito che abbiamo trascinato a riva in operazione congiunta con i pattini» commenta il capitano Pio. Troppo pericoloso è subito apparso, infatti, cercare di issare il ferito a bordo della motovedetta proprio per le sue condizioni. Subito dopo l’intervento congiunto dei due infermieri del personale sanitario dell’Aeronautica, dei poliziotti della squadra nautica e degli operatori del 118, il giovane è stato trasportato d’urgenza al “Vito Fazzi” di Lecce.

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