Nardò – Spunta un nuovo incarico legale esterno e a Nardò l’opposizione torna all’attacco. Sotto la lente dei consiglieri Lorenzo Siciliano, Roberto My, Giancarlo Marinaci, Daniele Piccione, Paola Mita e Carlo Falangone c’è il mandato conferito con determina dirigenziale n. 1241 dello scorso 18 dicembre all’avvocato Paolo Gaballo (per un importo pari a 22.616 euro) nell’ambito di un contenzioso sul bando di gara inerente il servizio di Integrazione scolastica in favore di alunni con disabilità.

Il tema degli incarichi legali esterni era già stato affrontato dai consiglieri “anti-Mellone” nella conferenza stampa tenutasi a dicembre, anche in quell’occasione prendendo di mira Gaballo e sottolineando come, dei circa 136mila euro di consulenze legali esterne spesi fino a quel momento dal Comune, 74mila fossero stati destinati a un singolo avvocato, “tra l’altro per cause promosse dall’Amministrazione Comunale, non in casi in cui è il Comune a doversi difendere”, come precisò il dem Lorenzo Siciliano.

La nota dell’opposizione «È bene evidenziare come il privato – sottolinea l’opposizione – non abbia immediatamente promosso una causa con il Comune, ma chiesto l’annullamento in via cautelativa dell’aggiudicazione per via di diverse illegittimità riscontrate». Poi conti in tasca all’Ente aggiornati all’ultimo incarico e affondo politico finale, con “promessa” di coinvolgere la magistratura contabile. «Una causa – denunciano i sei – che costerà svariate migliaia di euro che vanno ad aggiungersi all’enorme esborso di denaro pubblico per gli incarichi legali esterni. Uno strumento che oggi vede superati i 159.114 euro in soli due anni e mezzo, di cui 99.192 per un singolo legale». Per i sei dell’opposizione, tale situazione appare “intollerabile” anche per la presenza “di un ufficio legale interno al Comune di ben tre avvocati”.

Pubblicità

La replica del professionista A replicare è direttamente il legale coinvolto il quale precisa come l’incarico in questione gli sia stato conferito non dal Comune ma “dall’Ambito territoriale sociale n. 3”. «Non è, altresì, verò – afferma Gaballo – che il suddetto incarico di 22.616 euro sarebbe frutto di un solo contenzioso poiché, invece, riguarda due contenziosi». Il legale neretino specifica poi come lo stesso importo sia stato quantificato “in base ai parametri minimi di legge”. Gaballo contesta, inoltre, che il Comune di Nardò gli abbia conferito incarichi per 99.192 euro, “poiché da tale somma vanno detratti i citati 22.616 euro, le spese vive sostenute, anche di trasferta, i contributi unificati e tutte le somme stanziate a titolo di Iva e Cassa Avvocati. Senza considerare le spese legali che spettano al Comune di Nardò nelle cause in cui è risultato vittorioso con condanna delle controparti al pagamento delle spese di lite, oltre accessori di legge».

La controreplica della minoranza Nella loro controreplica (senza la firma del vicepresidente del Consiglio comunale, l’indipendente Giancarlo Marinaci, cofirmatario del primo comunicato), i consiglieri di minoranza ricordano come il Comune risulti “capofila dell’Ambito sociale di zona e dunque il costo dell’incarico legale all’avvocato Gaballo lo pagano i neretini con le loro tasse». I cinque ricordano, infine, come sul tema degli incarichi esterni l’Autorità nazionale anticorruzione invochi il principio della “rotazione dei professionisti beneficiari di incarichi da enti pubblici”.

 

Pubblicità

Commenta la notizia!