Leuca (Castrignano del Capo) – Un emendamento nel decreto legge in approvazione al senato sulle Semplificazioni per bloccare per tre anni le concessioni rilasciate o in corso di rilascio per ricerche petrolifere marine: questo lo strumento individuato dal Ministero dell sviluppo, economico, titolare Luigi Di Maio. Era stato proprio il ministro, con altri esponenti di governo, a giustificare le quattro autorizzazioni di esplorazione, perforazione ed estrazione varate il 31 dicembre scorso come “inevitabili” per via delle procedure andate ormai troppo avanti.

L’alternativa in atto Invece. la strada alternativa – sotto la pressione e le proteste dei comitati No Triv pugliesi rilanciata dal programma giornalistico Agorà di Rai Tre – sarebbe stata trovata, come ha annunciato il Sottosegretario dello stesso Ministero, Davide Crippa (anch’egli dei Cinque stelle). Il condizionale è d’obbligo perché l’emendamento presentato  potrebbe non risultare compatibile col decreto in arrivo. I regolamenti parlamentari infatti prevedono che eventuali inserimenti nel decreto legge di cui si è detto devono essere di materie omogenee; c’è chi teme perciò che la mossa, sia pure tardiva, potrebbe non riuscire. Delle quattro autorizzazioni del 31 dicembre tre riguardano il Salento, una la Basilicata jonica.

La motivazione alla base dell’emendamento Crippa appare robusta: le sospensioni sono agganciate all’elaborazione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (in sigla Ptesai). Comunque vada però l’iter del piano, lo stop potrà durare massimo tre anni e riguarderebbe 36 delle richieste giunte al Ministero nel corso degli ultimi due anni, presentate da numerose società americane ed inglesi e riguardanti il mare Adriatico (dal Gargano) al mar Jonio (fino in Basilicata), passando per Leuca, dove in ballo ci sono 1.500 km quadrati di specchio d’acqua per due pretendenti.

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L’interrogativo sospeso Sono previste nella sospensione anche le tre autorizzazioni date il 31 dicembre scorso e riguardanti il Salento? Il punto – anche dopo una lettura di comunicati stampa dei 5S e dei giornali locali – non appare chiaro. Anche qui i timori non mancano (potrebbe rivelarsi una decisione non valida per il pregresso), come quelli che paventano iniziative giudiziarie e contenziosi. Forse anche per questo il comitato nazionale No Triv, di cui fa parte anche la Regione puglia, si è dato appuntamento a Bari per il prossimo 14 gennaio.

La soddisfazione del presidente Emiliano Fin dalla prima ora contrario a nuove trivellazioni e fieramente in campo contro i suoi stessi amici di partito (il capo del governo Renzi e il ministro Calenda), il presidente della Regione Michele Emiliano manifesta tutta intera la sua soddisfazione: “La resa incondizionata del governo mi riempie di gioia – ha detto Emiliano – speriamo adesso che non facciano altri pasticci e sappiano cosa fare per disinnescare una bomba da loro stessi lanciata”.

 

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