Tricase, riecco la Fera te san Pietru e Poulu, tra “friculatu” e atmosfere d’altri tempi

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Tricase – Oggi, 29 giugno, torna a Tricase la Fera de San Pietru e Poulu giunta ormai alla sua quinta edizione. L’evento è il frutto di una ricerca antropologica e del fitto intreccio tra storia, religione, cultura e tradizioni. La fiera si apre con le baracche di fischietti, trombe, “trumbizze”,” campanedde” e oggetti in terracotta tipici della tradizione salentina ed immancabili nella tradizionale fiera di san Pietro e Paolo (in foto).  Alle 17 si parte con tutto il programma. Alle 18 avranno inizio i laboratori sugli antichi mestieri legati alla realizzazione di ceste, panari e panaredde con Toto Sergi e alla “creazione” di oggetti e manufatti in terracotta con Tina Verri. Per l’occasione alcune signore del posto Assuntina, Tetta, Tina e Caterina insegneranno a fare la pasta fatta in casa e a cura dell’Agriturismo “Gli Ulivi” si svolgerà il laboratorio del “casaro”. Riprende anche “La tela di Penelope” con la maestra Francesca Orlando e il laboratorio di tecniche del ricamo a partire dalle 17.30 in piazzetta dell’Abate. L’evento sarà allietato dalla musica popolare del Sud Italia a cura di Giuseppe De Iaco nella Barberia del Maestro Riccardo e acceso dalla mostra di pittura in una cornice di musica live jazz nella Bottega di Antonio D’Aversa e Largo Sant’Angelo.

La fiera e le sue origini: lu friculatu  “A Fera de San Pietru e Poulu” era conosciuta così dalle persone più anziane di Tricase che con i loro racconti nostalgici hanno stimolato e promosso la realizzazione di questa nuova edizione dell’evento volta a rievocare la magia dei tempi passati. Circa quarant’anni fa, infatti, a Tricase, si svolgeva un’antica fiera agricola legata “allu friculatu”, formaggio liquido sistemato su una foglia di fico, il tutto accompagnato da caratteristici suoni provenienti da fischietti e trumbizze. “Come ogni anno dedichiamo questa manifestazione a Tricase e alle persone che ci hanno raccontato dei frammenti preziosi del nostro patrimonio culturale immateriale – scrivono gli organizzatori di Liquilab – Bottega di memorie e identità giovanili in una nota –  abbiamo il dovere e il piacere di recuperare pezzi di tradizione popolare che altrimenti andrebbero perduti e che invece ritornano per creare condivisone, socializzazione, cultura, trasmissione di valori, turismo e anche valorizzazione dell’economia artigianale”.

Racconti e ricordi Memorie, racconti intrappolati nella maglia del tempo, sono i protagonisti indiscussi di questo evento che rievoca la magia del passato e suscita ogni anni sempre maggior curiosità ed interesse nei turisti e nei visitatori. La manifestazione si terrà a partire dalle ore 17 nel centro storico di Tricase interessando poi piazzetta dell’Abate (ex antica Chiazza da verdura), largo Sant’Angelo, via Santo Spirito, via Guidone Aymone, via Principe Gallone e via Cittadella. La tradizionale fiera è organizzata in collaborazione con il Presepe vivente di Tricase, il Gal  Capo Santa Maria di Leuca, Pro loco di Tricase e con il patrocinio della Città di Tricase e del Parco Costa d’Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase.