Trattamenti anti Xylella, alla preoccupazione montante sul web la Regione risponde: “Nessun pericolo. Queste le sostanze da usare: come, quando e perchè”

1832

Bari – “I trattamenti previsti sono sicuri per l’ambiente e per il bio”: lo sostiene in una nota di questo pomeriggio l’assessore regionale alle politiche agricole Leonardo Di Gioia. Che spiega; “A seguito del monitoraggio degli insetti vettori della xylella, è stata rilevata la presenza sul territorio dello stadio adulto di Philaenus spumarius (“sputacchina”), vettore principale del batterio. L’adulto è alato e si sposta dalle erbe spontanee alle piante di olivo su cui, nutrendosi di linfa, può acquisire il batterio da piante di olivo infette e trasmetterlo a piante sane. La forma giovanile è stata combattuta nei mesi di marzo-aprile, attraverso le lavorazioni meccaniche del terreno. Ora è necessario intervenire contro gli adulti con due trattamenti specifici da effettuarsi nel periodo da maggio ad agosto”.

Due trattamenti con sostanze già utilizzate in altre Regioni contro insetti vettori Probabilmente davanti alla preoccupazione montante nelle reti sociali (“Il Salento come una camera a gas” o “Sostanze vietate in Unione europea utilizzate invece nel sud della Puglia”, la Regione ha preso l’iniziativa per cercare di tranquillizzare chi già chiamava alla protesta popolare” come nel caso dei contrasto agli eradicamenti in alcune zone delle province di Lecce e Brindisi. Sotto accusa era finito il decreto ministeriale ” Misure di emergenza per la prevenzione, il controllo e l’eradicazione di Xylella fastidiosa” del 13 febbraio scorso che recepisce l’ormai famosa Decisione dell’Ue numero 789 del 2015, comprese le modifiche successive. Il primo trattamento è da effettuare subito; per il secondo trattamento saranno fornite indicazioni dal Servizio fitosanitario regionale sul periodo ottimale.

Le sostanze in suo in agricoltura biologica Di particolare importanza dato l’allarme in atto questo chiarimento: “Le aziende condotte in integrato devono utilizzare insetticidi già specificamente autorizzati su olivo nei confronti del vettore, a base di acetamiprid o di deltametrina . Per le aziende condotte in biologico, la Regione tramite l’Osservatorio fitosanitario ha avanzato richiesta al ministero della salute di autorizzazione eccezionale per prodotti a base di spinosad o olio essenziale di arancio dolce, già in uso e autorizzati in agricoltura biologica”. In attesa dell’autorizzazione, negli oliveti biologici sarà possibile intervenire impiegando prodotti già autorizzati in Bio sull’olivo.

“Come si evince, risultano infondate le polemiche – si legge nella lunga e dettagliata nota diffusa da Bari – circa un uso indiscriminato, improprio o anomalo di prodotti chimici nocivi all’ambiente. I trattamenti sono già in uso da anni e sono praticati in tutte le Regioni italiane con modularità ed intensità diverse a seconda delle esigenze. In più la Regione Puglia sta costantemente ridefinendo le misure fitosanitarie da applicare nel territorio regionale, tenendo conto degli eventi che sono sopravvenuti successivamente al decreto, proprio per essere costantemente sintonizzata con le più avanzate teorie scientifiche e le ultime norme di volta in volta adottate”.

“Allarme privo di alcun fondamento scientifico” Diversi i fatti nuovi intervenuti e determinanti, secondo la Regione: aggiornamento delle aree delimitate; identificazione di altri due insetti vettori della Xylella; una decisione della Commissione Ue che impone delle restrizioni all’utilizzo di alcuni neonicotinoidi; l’autorizzazione all’uso contro il philaenus della deltametrina; varietà di olivo resistenti. “Il tono allarmistico relativo all’obbligo di effettuare due trattamenti contro il vettore – si ribadisce – è privo di qualsiasi fondamento scientifico, in considerazione che su olivo sono già autorizzate e impiegabili in regime di protezione integrata 56 sostanze attive, tra le quali, 20 ad attività insetticida, che comprendono quattro sostanze appartenenti ai piretroidi, compresa la deltametrina, recentemente autorizzata per l’impiego contro il vettore. Inoltre, si evidenzia che, prima che un prodotto fitosanitario venga autorizzato per uno o più usi – è la conclusione – lo stesso è sottoposto ad una rigorosa valutazione dei rischi in merito a: proprietà chimico-fisiche, tossicologia (riferita a consumatori e operatori), metabolismo e residui, destino ambientale, eco-tossicologia ed efficacia in linea con i processi autorizzativi nazionali ed europei adottati da tutti i paesi dell’unione Europea (Regolamento 1107 del 2009).

In campo l’Osservatorio fitosanitario Infine il rischio per i turisti. L’Osservatorio fitosanitario regionale fa sapere che “non risulta vi sia alcun allarme per la cittadinanza o per i turisti legato all’impiego di prodotti fitosanitari né si può ritenere la Puglia una regione nella quale avvengono pratiche anomale o ad oggi ambientalmente non sostenibili. In altre Regioni italiane con ampie superfici interessate da colture di rilievo nazionale si evidenziano intensità di intervento quanto meno equivalente per: agrumi (56 sostanze attive autorizzate e impiegabili in regime di protezione integrata, tra cui 19 ad attività insetticida, che comprendono anche sostanze appartenenti a piretroidi e neonocotinoidi), melo (151 sostanze attive autorizzate e impiegabili in regime di protezione integrata, tra cui 40 ad attività insetticida, che comprendono anche sostanze appartenenti a piretroidi e neonocotinoidi), pero (141 sostanze attive autorizzate e impiegabili in regime di protezione integrata, tra cui 39 ad attività insetticida, che comprendono anche sostanze appartenenti a piretroidi e neonocotinoidi), mais (64 sostanze attive autorizzate e impiegabili in regime di protezione integrata, tra cui 20 ad attività insetticida, che comprendono anche sostanze appartenenti ai piretroidi), frumento (87 sostanze attive autorizzate e impiegabili in regime di protezione integrata, tra cui 15 ad attività insetticida, che comprendono anche sostanze appartenenti a piretroidi e neonocotinoidi)”.