Traffico di droga tra Melissano e Casarano: assolti in sei. A breve il processo per l’omicidio Fasano

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Lecce, aula tribunale

MelissanoA pochi giorni dal blitz dei carabinieri con 23 arresti (con 30 indagati nel totale) dell’operazione “La svolta 2.0” a Melissano e dintorni, giungono sei assoluzioni per i sei imputati accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di stupefacenti. I due presunti omicidi del 22enne Francesco Fasano saranno giudicati a breve con il rito ordinario, ma i soggetti oggi assolti rientrano a vario titolo nella guerra tra clan legata al controllo del mercato della droga nell’ambito della quale maturò l’esecuzione del 22enne sulla strada che da Melissano porta verso a Ugento, nel luglio 2018.

Il Giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Lecce, Cinzia Vergine, accogliendo in toto le richieste del collegio difensivo ha assolto “perché il fatto non sussiste” il 52enne Biagio Manni, il 35enne Pietro Bevilacqua, il 50enne Gianni Vantaggiato, il 30enne Maicol Andrea Manni, il 39enne Luca Piscopiello ed il 38enne Luca Rimo. I sei, tutti di Melissano, rispondevano a vario titolo di detenzione e spaccio, nonché di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Per loro la pubblica accusa aveva, invece, invocato 74 anni di carcere.

I due presunti killer

Francesco Fasano

Saranno, invece, giudicati con il rito ordinario il 68enne Luciano Manni ed il 54enne Antonio Librando, anche loro ritenuti componenti dello stesso sodalizio così come i due presunti killer di Francesco Fasano, il 40enne Daniele Manni (di Melissano ma residente a Casarano) ed il 25enne Angelo Rizzo (di Melissano), accusati di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai motivi abietti e futili connessi con il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Per questi ultimi due nel corso dell’udienza di giovedì scorso è stato chiesto l’ergastolo. Manni è pure accusato del tentato omicidio dello stesso Fasano e dell’amico Pietro Bevilacqua, avvenuto il 18 luglio 2018, pochi giorni prima dell’esecuzione di Fasano.