Tessiture del Salento, tagli di 38-45 dipendenti. I sindacati: “Inaccettabile”. Blasi: “Restituisca i soldi pubblici ottenuti”

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Melpignano – Altra tappa ieri della crisi alla Tessiture del Salento, del gruppo Canepa. Alla fine del prossimo anno, esauriti tutti i sostegni al reddito, non ci sarà più posto per un bel gruppo di lavoratori, dai 38 ai 45 esuberi dei 113 occupati attuali. Ma con questo andamento industriale, c’è chi teme che non siano da escludere ulteriori tagli.

Davanti ad un piano industriale simile, ieri in Regione, nella riunione con la Task force, i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil si sono dichiarati completamente insoddisfatti. Industriali e sindacati si incontreranno il 25 novembre nella sede dell’Assessorato regionale al Lavoro di Bari. Il tavolo di crisi vero e proprio sull’azienda tessile di Melpignano è stato fissato per il 3 dicembre a Roma nella sede del Ministero del Lavoro.

All’incontro di ieri hanno partecipato oltre alla Tak force regionale presieduta da Leo Caroli, l’ingegner Luca Peli per l’azienda; il segretario generale della Femca Cisl Puglia, Danilo Lozito; i segretari generali provinciali di Filctem Cgil, Franco Giancane, di Femca Cisl Sergio Calò e di Uiltec Uil Fabiana Signore, il rappresentante di Confindustria, Angelo Costantini.

“Calo di fatturato”

L’azienda del Gruppo Canepa ha presentato il piano industriale triennale 2019-21. L’ultima pianta organica fotografa il personale in 113 dipendenti più un lavoratore part-time.

Da parte aziendale si intende contrastare la forte riduzione del fatturato attesa nel 2020 “intervenendo con decisione su una sola voce di costo, quella del personale: rinnovo del contratto di solidarietà nel 2019 e 2020 e a partire dalla fine dell’anno prossimo, anche considerando l’esaurimento degli ammortizzatori sociali, la riduzione di 38-40 unità”, sottolineano i sindacati.

Obiettivo: organici ridotti 

Il piano aziendale ipotizza nel 2021 un nuovo equilibrio economico e finanziario con un organico a regime di 68-73 unità “il che significa che a regime il taglio dei lavoratori sarà pari a 40-45 unità rispetto all’’organico attuale)”: su questi presupposti per i sindacati il piano industriale è “inaccettabile”.

Sergio Blasi

Invito il presidente della Task force regionale (l’assessore Leo, ndr) ad ambire a qualcosa di più di una “riduzione” degli esuberi da parte dell’azienda e di valutare piuttosto la possibilità di trascinare in tribunale Tessiture del Salento qualora dovesse venire meno ai suoi impegni”: lo afferma il consigliere regionale pd Sergio Blasi (di Melpignano). “Bene fanno i sindacati a non sottoscrivere quel Piano industriale, che per altro suona come un piccolo ricatto in relazione al rinnovo degli ammortizzatori sociali del 3 dicembre prossimo”, aggiunge Blasi che ai sindacati offre “tutto il supporto politico e istituzionale, perché la Puglia non è terra di conquista per avventurieri che mirano al bottino e poi scappano”.

“Sei milioni di soldi pubblici”

Da dove deriva l’ipotesi di “trascinare in Tribunale l’azienda”? “Dal 2013 Tessiture del Salento è beneficiaria di un contratto di programma, siglato con la Regione Puglia, da 6,2 milioni di euro. Quell’accordo, finanziato con soldi pubblici – ricorda Blasi –  prevedeva il potenziamento delle performance di sostenibilità ambientale delle produzioni tessili a Melpignano e la contestuale assunzione di nuove unità lavorative”,

Blasi ricorda poi che “nel 2013, in Tessiture del Salento si parlava di 20 nuove assunzioni. Sei anni dopo, nel 2019, ci troviamo di fronte alla possibilità concreta di 40-45 esuberi. Inaccettabile”.

Blasi: “Paghi anche i danni”

Considerate le intenzioni ufficiali dell’azienda “a fronte di un mercato tessile di alta gamma in piena salute”, secondo il consigliere regionale “non solo Tessiture del Salento dovrebbe restituire tutti i soldi pubblici ricevuti in questi anni ma dovrebbe prendersi in carico anche i danni causati alla Regione Puglia e quindi ai pugliesi”.

(nella foto sopra un momento dell’incontro in Regione)