Teatro, il mito di Prometeo nell’attualità del Covid in scena con “Il Tempio delle fole”

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Lecce – Ultimi due appuntamenti per la terza edizione del “Tempio delle fole”, rassegna di dramma antico e teatro di letteratura organizzata dalla compagnia gallipolina “Poiefolà – Costruzioni teatrali”: presso l’ex convento dei Teatini a Lecce sabato 26 e domenica 27 settembre (alle ore 21) va in scena lo spettacolo “Prometheus”, basato sull’opera “Prometeo incatenato” di Eschilo.

Uno spettacolo che non tradisce l’originale classico ma lo porta nell’attualità, aprendo anche una riflessione sul periodo che ci ritroviamo oggi a vivere, nell’epoca della pandemia Covid. Biglietto 20 euro, acquistabile dalla sezione biglietteria sul sito www.poieofola.it.

L’umanità che si ribella alle forze che la opprimono

Il protagonista, Prometeo, titano ladro del fuoco e per questo punito da Zeus all’isolamento in una “quarantena” eterna, diventa il simbolo della rivolta dell’uomo contro le forze tiranniche della divinità e della natura.

Imponente e visionario l’allestimento scenico realizzato da Roberto Treglia, che firma anche la regia e nello spettacolo ha il ruolo del protagonista. La rassegna, patrocinata da Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comuni di Lecce e Gallipoli, con il benestare di Borghi autentici d’Italia e con il sostegno di Axa, Amart e Caroli Hotels, ha la direzione artistica di Alberto Greco.

Crediamo che il teatro e la cultura, settori più colpiti dal disastro pandemico e oramai in ginocchio più di altri, possano ancora una volta sensibilizzare e regalare emozioni – spiega Roberto Treglia. – Con il nostro ‘Prometheus’ portiamo in scena il messaggio positivo di fiducia nel progresso ma pure una presa di coscienza degli umani errori. Attraverso la prigionia e l’isolamento forzato di Prometeo, allontanato e tenuto a distanza perché considerato alla stregua di un untore, offriamo al pubblico un’alternativa visione carica di analogie tra il pensiero greco arcaico e il senso della nostra civiltà, che per indole è portata a sopravvivere e risorgere”.