Taviano tra perdita di identità e regolamento dei conti

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Quando non si hanno ragioni vere per discettare a proposito (tecnica, logica, informazioni eccetera) sulle posizioni interne alla geografia ed alla storia politica locale di un Comune diverso dal proprio, bene, allora la via più prudente, specie per un uomo pubblico, sarebbe quella di astenersi dal farlo, in attesa di completare il quadro ed acquisire tutti i dati e da tutte le fonti consentite. Ma la prudenza è una virtù cardinale di cui non tutti partecipano, e così accade che un partito politico provinciale , forse pressato da urgenze frettolose e di parte , decida di prendere qualche scorciatoia, dall’alto di un esclusivismo senza fondamenti e di una “presunzione” (le primarie… siamo solo noi!) del tutto inutili, fuori posto, e degni di ben altra sorte. La più comune delle urgenze consiste nell’attaccare non quello che l’interlocutore di turno dice di voler fare, ma la sua persona, magari definendola assiomaticamente in negativo per il suo vissuto: si chiama argomento ad hominem. Scrivere che l’avversario di turno “…continua a farsi notare per voli pindarici da un Comune all’altro …“ vorrebbe sembrare quasi un voler fare dello sfottò. Ma un grosso guaio dello sfottò è la sua origine pulsionale, per cui può avere implicazioni piuttosto imbarazzanti per gli autori: citare“ …il fittiano Gabellone…” come parte oggetto del volo e ricordarsi del fittiano e forzista già sindaco e già vicesindaco di centrodestra di Taviano è un tutt’uno ( sempre salvo ed intonso il rispetto e la stima personale e professionale). Ma vi è di più! Durante una cena dell’altra sera in un noto locale di Taviano è stata scattata ad hoc una fotografia – apparsa e autonomamente diffusa sui social – a suo modo a dir poco illuminante! Lì è ritratto – tra altri conosciuti esponenti di centrodestra – quel già sindaco, revocato da vicesindaco il 19 luglio 2014 (non se ne è andato da solo) da sempre cresciuto e vissuto nel centrodestra di Taviano e del Salento collocato e posto ben al centro di taluni tra i “potenti” e “amministratori regionali“ ( di centrosinistra?) di turno del Pd provinciale e di altre “aree” o sigle varie, cercando così di tentare di far dimenticare la storia e la vita di relazione popolare e progressista e di sinistra di Taviano Città dei fiori.

Non è forse questa una forzatura evidente che si vorrebbe proporre all’elettorato? Altro che voli pindarici, lo si vedrà alle consultazioni elettorali! Questo altro non è se non un esempio facile facile da un lato della perdita inconsulta (a tacer d’altro) di una identità storica, etica e sociale pluritrentennale e dall’altro di una voglia (forse inconscia?) di favorire un “regolamento dei conti” che poteva ben restare tutto interno al centrodestra tavianese! Ed il Pd provinciale e le altre “ sigle”cosa c’entrano in tutto questo? Estrapolano tutto e tutti dal loro contesto e dimenticano l’art. 20 dello Statuto ( quello del Pd) che prevede una votazione di almeno i 3/5 dei componenti l’Assemblea competente per derogare al metodo preminente di scelta dei candidati di coalizione, quello della Primarie! Ma tant’ è : certo è che oggi non esiste né il “pensiero unico” né il partito che ha sempre e comunque ragione. La prossima volta, prima di prendere posizione e tentare impropriamente di “scomunicare” ciò che si dimostra di non voler conoscere, non serve avere fretta, forse sarebbe meglio informarsi e aggiornarsi un po’ meglio. E stare un po’ tutti più sereni, magari aspettando giugno! Non si sa mai.

Francesco Longo già Sindaco di “Taviano Democratica” 1997-2001 – Taviano

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