Taurisano, Attilio Scarlino ritorna in azienda

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Attilio Scarlino
Attilio Scarlino

TAURISANO. Cassa integrazione, aggiornamenti sulle presunte manomissioni dell’impastatrice e ritorno in azienda dell’amministratore: sono tante le novità nella vicenda giudiziaria che vede coinvolto il “Salumificio Scarlino”. Per i prossimi tre mesi 30 dipendenti  usufruiranno della cassa integrazione: da quel 30 agosto, giorno della morte dell’operaio Mario Orlando nell’impastatrice-killer, la produzione sembra essersi ridotta a 20mila chili al giorno. Proprio la “Inotec IM3000”, oggi sotto sequestro, era infatti una delle macchine principali nel ciclo di produzione. La sua capacità era di 9mila chilogrammi l’ora.

Importanti novità sono emerse anche dalla perizia che l’ingegner Cosimo Prontera, incaricato dalla Procura di eseguire gli accertamenti tecnici sulla macchina, ha depositato a dicembre. Il perito ha rilevato che anche il dispositivo di sicurezza collegato ai coperchi delle vasche era stato bypassato. Se non ci fosse stata questa presunta manomissione, come ha rilevato il gip Antonia Martalò, la macchina non sarebbe potuta entrare in funzione mentre l’operaio era al suo interno. Per questo, su richiesta del pm Carmen Ruggiero, il 21 gennaio il giudice ha confermato per l’imprenditore Attilio Scarlino (foto) il divieto  di svolgere l’attività aziendale, divieto che ha comunque cessato la sua efficacia il 30 gennaio.

«Ritorno ad occuparmi dell’azienda – ha dichiarato Scarlino – e a svolgere con pieni poteri il mio ruolo di amministratore unico. Prendo atto con soddisfazione di questa decisione riponendo, come ho sempre fatto dal primo momento, massima fiducia nell’operato della magistratura, con l’augurio che si arrivi al più presto a stabilire le cause che hanno determinato l’assurdo incidente che è costato la vita al nostro dipendente Mario Orlando, al cui ricordo tutto il personale del salumificio, la mia famiglia ed io personalmente rimarremo sempre legati».