Tassi ad usura pari al 190% per un “prestito” da 3.000 euro: 61enne arrestato dopo aver pure devastato la casa e l’auto della vittima

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Salve – Non solo avrebbe praticato prestiti ad usura con interessi intorno al 190 per cento ma, per essere più convincente con la vittima, sarebbe stato l’autore del danneggiamento dell’abitazione e dell’autovettura dello stesso imprenditore finito sotto le sue grinfie.

Con le accuse di usura, estorsione continuata, violazione di domicilio aggravato e danneggiamento aggravato di abitazione ed autovettura, in carcere è finito il 61enne di Salve Luigi Minghetti.

Le indagini

Sono stati i carabinieri della locale Stazione ad emettere l’ordine di carcerazione firmato dal Gip del Tribunale di Lecce Simona Panzera, al termine di un’articolata indagine svolta tra il febbraio e l’ottobre 2019, supportata anche dai rilievi tecnici del personale del Norm della Compagnia di Tricase.

A carico del 61enne viene ascritto il danneggiamento a seguito di un incendio avvenuto il 16 febbraio 2019 dell’abitazione di un imprenditore (incensurato) in difficoltà economiche così come la vandalizzazione della stessa abitazione il successivo 1 aprile, il tutto come reazione alla mancata restituzione del capitale per un prestito da 3.000 euro.

Le impronte

L’usura emerge dagli esiti del sopralluogo scientifico operato dai militari che in seguito all’incendio dell’abitazione sono riusciti a rintracciare delle impronte riconducibili all’arrestato. Le indagini sono state svolte anche dal Nucleo investigativo del Comando provinciale di Lecce e dai Sis del Nucleo investigativo di Bari. Molte sono state le tracce lasciate dal Minghetti sui vetri e sugli infissi della casa distrutti per lanciare un segnale chiaro alla parte offesa.

L’usura sarebbe stata comprovata anche dai riscontri documentali rilevati nel corso della perquisizione del marzo 2019. Insieme all’arresto, quest’oggi i carabinieri hanno anche sequestrato un paio di scarpe che il 61enne avrebbe utilizzato nel danneggiare a scopo intimidatorio l’autovettura in uso alla madre della parte offesa, come rilevato anche dai filmati di videosorveglianza acquisiti nel corso delle indagini.