Tassa di soggiorno sale di mezzo euro, gli operatori turistici contrari: “Più giusto colpire gli evasori”

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Gallipoli – Oltre al Consiglio comunale al gran completo, oggi a Gallipoli c’era pure un presidio di operatori turistici pronto a dar battaglia sulla proposta portata in aula dell’Amministrazione guidata dal Sindaco Stefano Minerva per l’aumento della tassa di soggiorno.

La materia del contendere era rappresentata dal 12° punto all’ordine del giorno, poi regolarmente approvato sia pure “a maggioranza”, sulla “modifica delle tariffe dell’imposta di soggiorno per l’anno 2020 e modifiche al Regolamento per l’applicazione dell’imposta di soggiorno approvato con deliberazione di Consiglio comunale n.4/2013”.

Presidio di operatori turistici in aula

Era proprio il preannunciato aumento della tassa di soggiorno che gli operatori turistici (che riscuotono per conto del Comune) non vedevano di buon occhio: il balzello sarebbe aumentato di 1 euro al giorno pro-capite e per il periodo aprile-ottobre. A loro dire, se il Comune si impegnasse seriamente a scovare gli operatori turistici che non corrispondono il dovuto o che agiscono in nero, non ci sarebbe bisogno di aumentare la tassa: come dire “pagare tutti, per pagare di meno”.

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A conti fatti, poi, l’aumento sarà di 50 centesimi al giorno e riguarderà gli alberghi a 4 e 5 stelle per il solo periodo luglio/settembre.

Come viene spesa

Il Sindaco ha cercato di rassicurare tutti quanti. Nel suo lungo e articolato intervento, Minerva ha indicato dove vanno a finire i soldi della tassa di soggiorno, snocciolando le varie attività durante l’anno (Notte bianca del prossimo 21 dicembre, Natale, Pupo di Capodanno, Carnevale, Settimana santa, manifestazioni estive, e anche lavori di manutenzione lungo la litoranea), e affermando anche che in realtà turistiche meno significative di Gallipoli si paga una tassa maggiore, e che comunque non vengono tassati gli operatori turistici (ai quali invece verrà rimborsato il 5% sul dovuto con pagamenti effettuati tramite pos).

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