Tartarughe in spiaggia a Pescoluse e Gallipoli: due i nidi

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Salve-Gallipoli – Con l’estate, sulle spiagge arrivano i turisti… e anche le tartarughe: nel week end appena trascorso, sono stati due i nidi di Caretta Caretta individuati sulle spiagge di Pescoluse (marina di Salve) e Gallipoli.

Per monitorare i nidi, sul posto son intervenuti gli operatori del Consorzio di gestione di Torre Guaceto e del Museo di storia naturale di Calimera, enti impegnati nello studio e nella salvaguardia di questi esemplari.

Entusiasta dell’evento Gianluigi Barone, presidente del parco Punta Pizzo e isola di Sant’Andrea: “Le tartarughe tornano a nidificare sulla nostra costa e dunque all’interno del parco regionale di Punta Pizzo. Questo non è altro che un certificato non strumentalizzabile di qualità. Le tartarughe – prosegue – sono  un sinonimo tangibile di qualità e confermano come il nostro sia il giusto habitat non solo dal punto di vista fisico ma anche dal punto di vista ‘turistico’. Turisti e bagnanti hanno dimostrato infatti enorme rispetto nei confronti dell’evento, manifestando una grande coscienza ambientale, avendo cura e rispetto delle uova”.

Gallipoli “spiaggia delle tartarughe”? Barone se lo augura e rilancia l’importanza di tutelare la qualità dell’ambiente, attestata anche dalle nidificazioni delle tartarughe marine. Il presidente del parco Punta Pizzo e isola di Sant’Andrea aggiunge: “Intendo esprimere un ringraziamento sincero a Maurizio Manna di Legambiente Gallipoli, per l’impegno dimostrato e perché, in continuo movimento, si batte a tutela del nostro territorio, della sua fauna e della sua flora. Sono stati in tanti a fare le ore piccole nei giorni scorsi, ma ne è valsa la pena. Questo è un evento che potrebbe nuovamente replicarsi e, perché no, far diventare anche Gallipoli la ‘spiaggia delle tartarughe’. Noi ci crediamo e faremo sempre il possibile per preservare, tutelare e diffondere principi di responsabilità ambientale e cittadinanza attiva. Non credo sia un caso che Gallipoli possa avvalersi del titolo ‘Cinque vele’ e di fenomeni di questo tipo”.