Sviluppo sostenibile del verde urbano di Casarano: una proposta per via San Domenico

2001
Alberature in via San Domenico fino al 2014

La tematica del verde urbano ha un ruolo sempre più importante nel contesto cittadino, grazie a una maggiore attenzione della popolazione alle tematiche ambientali. Lo sviluppo massivo del “sistema città” ha portato a un distacco progressivo dell’uomo dalla natura, a una sua responsabilità verso la storia dei luoghi, del paesaggio e del territorio.

Nella città di Casarano, via San Domenico è un luogo chiave sul quale ragionare le tematiche legate allo sviluppo del verde urbano. Via San Domenico è una delle più importanti strade del centro di Casarano, ha una lunghezza di circa cento metri, si affaccia direttamente su piazza San Domenico, una delle piazze più importanti del paese. 

Questa strada è stata realizzata negli anni ‘70 e subito dotata di un viale alberato, circa dieci pini d’Aleppo, come elementi simbolo dell’architettura verde della città.

La nuova veste di via San Domenico dopo i lavori di espianto

Negli anni diversi interventi di ristrutturazione hanno cambiato la percezione del luogo, causati dalla scelta errata di queste alberature, molto belle ma tra le più sconsigliate da inserire in ambito urbano. Il massiccio sviluppo dell’apparato radicale nell’arco di quarant’anni ha causato la formazione di dislivelli distribuiti lungo tutta la strada, compromettendo la carreggiata e la guida in sicurezza dei mezzi di trasporto.

Nel giugno 2014 queste alberature vengono rimosse, sostituite con specie più adatte al contesto, inoltre la viabilità viene completamente restaurata, procedendo al rifacimento del manto stradale e delle aree destinate  ai parcheggi. Vengono inoltre ampliate le dimensioni del marciapiede lungo il perimetro dell’Istituto comprensivo Polo 3 “Galileo Galilei”.

La spoglia facciata di via San Domenico è stata scelta come zona su cui organizzare un progetto di verde parietale, quelle forme di copertura vegetale estensiva realizzabile utilizzando specie rampicanti o a portamento sarmentoso, messe a dimora alla base dell’edificio.

In linea generale, verde parietale e giardini verticali, se correttamente progettati, contribuiscono a rendere più vivibili i sistemi urbani, migliorano la percezione degli spazi, rivalutano contesti anonimi, creando grande stupore nell’osservatore.

Per la corretta progettazione di questi arredi verdi sono fondamentali quattro elementi: supporto strutturale, substrato di coltivazione, impianti di funzionamento e gestione della struttura vegetale.

Osservando l’attuale sistemazione verde di via San Domenico, nonostante le piante si trovino tutte in buono stato di salute, la crescita della vegetazione è limitata dalla mancanza di opportuni sostegni fissati al muro (grigliati,pergole, graticci): questa mancanza preclude lo sviluppo di una potenziale parete di verde verticale, della lunghezza di circa 70 metri e altezza di ben 4-5, che valorizzerebbe in maniera considerevole una facciata priva di valore estetico di dimensioni importanti nel centro di Casarano.

Lungo il marciapiede della facciata laterale dell’istituto è presente una piccola aiuola, dove negli ultimi anni sono state inserite 30 piante rampicanti di Trachelospermum Jasminoides (falso gelsomino) e 10 di Hedera Helix. Ogni pianta viene distanziata di circa due metri dall’altra. Le piantate si ripetono in questo modo: tre esemplari di Trachelospermum, uno di Hedera Helix e così via per tutta la lunghezza dell’aiuola, per un tratto di circa 70 metri.

Ogni gelsomino viene fatto crescere lungo dei bastoni alti circa due metri, appoggiati lungo il muro, mentre l’edera viene fatta sviluppare lungo un filo di ferro all’altezza di circa un metro.

I gelsomini presenti hanno rapidamente colonizzato il bastone di supporto, ma a differenza di altre specie rampicanti non sono dotati di organi adesivi che permettono loro di ancorarsi e svilupparsi sul muro. Inoltre, il peso sempre maggiore della vegetazione dovuto alla crescita, unito all’attività del vento ha spostato l’ancoraggio dei pali, cambiando il pattern di crescita della composizione, risultando per niente regolare e uniforme.

Proposte

Sulle basi di questo progetto potrebbe nascerne uno nuovo, partendo sicuramente dalla riorganizzazione degli spazi, attrezzando le rampicanti con una griglia, in modo tale da colonizzare la parete. Una soluzione ambiziosa sarebbe quella di integrare all’interno delle attuali rampicanti nuove specie, con caratteristiche cromatiche differenti, studiare le specie migliori, che possano offrire fioriture lunghe e generose: per esempio, di colore rosso-azzurro, tanto caro ai casaranesi.

Questa semplice constatazione in realtà è uno spunto di riflessione: che percezione si ha della città? Un percorso di progettazione partecipata riguardante gli spazi verdi urbani permetterebbe di ragionare significative indicazioni sui desideri, sui bisogni e sulle aspettative di quei cittadini che saranno alla fine i primi beneficiari dei progetti, inducendo in loro un forte senso di appartenenza.

La costituzione di gruppi di lavoro, formati da cittadini e associazioni locali, potrebbe portare alla formazione di linee guida per la progettazione diffusa del verde urbano cittadino, recuperando zone in disuso, valorizzando spazi che magari adesso hanno un’altra funzione, individuandone di nuovi. Si contribuirebbe allo sviluppo di una società più attenta alle tematiche ambientali, verso un rapporto costruttivo tra decisori politici, amministratori e cittadini. Un percorso concepito e realizzato per il bene di tutta la città di Casarano.

Francesco Memmi – Casarano