Super tecnici per vacanze così come le hanno sognate: parte il corso post diploma. Salto di qualità cercasi anche tra gli addetti

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Sannicola – Gestione di strutture turistico-ricettive; promozione e marketing delle filiere turistiche e delle attività culturali; prototipazione e riproduzione di manufatti artistici; conduzione del cantiere di restauro architettonico: sono aperte le iscrizioni al neonato Istituto tecnico superiore per l’industria dell’ospitalità e del turismo allargato con sede a Gallipoli.

L’Its Turismo è stato presentato ieri sera a Sannicola nel giardino di Villa Excelsa dalla presidente della Fondazione omonima Pina Antonaci e dalla socia Daniela Talà, alla presenza dell’assessore regionale Sebastiano Leo (Formazione e lavoro, Politiche per il lavoro, Diritto allo studio, Scuola, Università, Formazione professionale) e di numerosi imprenditori del settore e di Istituti superiori della zona. Gli Its indatti sono sostenuti finanziariamente da Regione e Ministero dell’istruzione ricerca e università.

Luoghi di lusso, servizi improvvisati

L’area ricettiva molto qualificata che si è andata strutturando a Gallipoli e nel suo comprensorio e non solo per il brand gallipolino, sono al centro di questa iniziativa, come ha spiegato la dottoressa Talà nell’introduzione al convegno. A queste esperienze si rivolge il corso biennale di 2mila ore, di cui la metà in azienda, ai gestori delle quali viene offerta anche la possibilità di un gruppo di esperti pronti ad affrontare criticità, esigenze, progettazioni.

Imprese e giovani appositamente qualificati con un percorso post diploma: su questi due soggetti poggia la scommessa di dotare l’area di professionalità di alta specializzazione per un salto qualitativo che più d’uno auspica, una volta assodata la fase di promozione. Venticinque-trenta i posti a disposizione dopo una prova di ammissione (il corso è a titolo gratuito) con l’obiettivo finale di un lavoro idoneo a far crescere e imprese “conosciute da dentro”.

Gallipoli e quella crescita costante dal 2006 

Dopo Taranto e Brindisi, ecco Gallipoli. Le ragioni della localizzazione nelle parole della presidente Antonaci: “In Comune a Gallipoli abbiamo fatto una riunione, ascoltato gli imprenditori turistici e istituito un tavolo tecnico. Gallipoli – rileva la presidente – è un territorio che sta cercando di rivedere il proprio modello turistico, non più solo balneare. L’enogastronomia ha grandi potenzialità, come il turismo naturalistico ed esperenziale”. In fondo, dopo una costante crescita cominciata nel 2006, forse è davvero tempo di mettere basi più solide e differenziate, servizi annessi.

Tra gli interventi Maurizio Manna (Legambiente) ha richiamato l’attenzione dell’equilibrio naturale da non violentare con presenze antropiche insopportabili, pur rimanendo la componente naturalistica la più grande di questo comprensorio. La dirigente del “Vespucci” di Gallipoli, Paola Apollonio ha criticato un certo retaggio alla improvvisazione ed ha messo in guardia dai rischi: “Se Gallipoli è solo una moda, non porterà ricchezza duratura. Bisogna che tutti se ne sia convinti, confidando sulla formazione.

“Nel Gargano il caos non c’è…”

Hanno portato i saluti alcuni amministratori comunali di Gallipoli, Taviano e Tuglie. Il discorso si è poi allargato fino all’abusato richiamo alla destagionalizzazione, tanto invocata in questi anni quanto poco perseguita con programmi concreti. Programmare e poi allungare la stagione, è stato sostenuto con argomenti da alcuni operatori del comparto, “anche per poter poi reggere gli urti come quello di quest’anno”. “Il Gargano è l’altra realtà desiderata della Puglia – è stato affermato – ma lì il caos di qui non c’è”.

Sono stati fatti dei tentativi di aggregazione ma non sono andati a buon fine”, ha ricordato Vito Ria dell’omonimo gruppo con strutture alberghiere ed extralberghiere. “Mettere giù un programma e offrirlo agli utenti – ha proseguito Ria – vuol dire richiamare qui i turisti che arrivano e trovano quello che vogliono, con i servizi in primo piano”.

“Contratto rifiutato per non perdere i sussidi”

Il paradosso del mercato attuale del lavoro è venuto fuori infine proprio con Ria: “Serve formare gente che sa che si deve lavorare anche il sabato e la domenica. Se c’è un alto tourn over nel settore qualcosa vuol dire. Con il paradosso che adesso alcuni rifiutano il contratto di lavoro: preferiscono il nero perché così non perdono certi sussidi”.

Dopo aver fatto propria lap osizione di Legambiente(“Porto Cesareo è bello ma è un manicomio; tutto il Salento è un territorio fragile, che rischia la devastazione”), ha ricordato l’altro Its, quello dedicato alla Moda, capisaldi Casarano e Nardò, la cui Fondazione è stata costituita proprio nei giorni scorsi.