“Sunetti senza frenu”, stasera la presentazione ad Acquarica Del Capo

Presentato questa sera l’ultimo lavoro di Giancarlo Colella “Sunetti senza frenu”

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ACQUARICA DEL CAPO. Sarà presentato lunedì 24 luglio alle ore 21 nel cortile del castello medievale l’ultimo lavoro di Giancarlo Colella “Sunetti senza frenu” (Kurumuny editore). Dopo i saluti del sindaco Francesco Ferraro, previsti gli interventi di Fernando D’Aprile, direttore di Piazzasalento, Maria Rosaria De Lumé, curatrice del libro, Aldo D’Antico, promotore culturale.  Sarà presente  Enzo Ferramosca, autore delle illustrazioni. La presentazione del libro, coordinata da Ciccillo Pedaci, è a cura della Pro loco con il patrocinio del Comune di Acquarica.

Il testo si compone di 58 sonetti in dialetto illustrati dal tratto graffiante di Enzo Ferramosca. Dalla presentazione di Maria Rosaria De Lumé: “Non c’è dubbio che l’ispirazione popolaresca sia dominante nei sonetti di Giancarlo Colella  e che essa viene percepita da lui e dal lettore senza filtri, in modo immediato, priva di qualsiasi mediazione culturale pur possedendo gli strumenti per farlo. Nessuna volontà  razionale di fissare i suoi pensieri in versi: la sua poesia è qualcosa di spontaneo che obbedisce a una sorta di istinto naturale che traduce in versi i pensieri, le insofferenze, la condanna di un mondo che non condivide e  la nostalgia, invece, per uno migliore. Solo a tratti, e alla fine di questa raccolta, si coglie la vena lirica dettata dagli affetti familiari, dall’amore per la sua terra e per la musica, la pizzica, che ne costituisce la colonna sonora…Se l’ispirazione è prevalentemente popolaresca, la cifra connotativa della maggior parte della raccolta è l’irriverenza. Si tratta  di sonetti  che guardano ad un mondo che dovrebbe avere come componente indispensabile  la perfezione, (almeno come obiettivo) e che invece alla resa di fatti si dimostra corrotto e deprecabile. E’ il mondo cattolico, dei suoi ministri non propriamente “degni”, dei credenti superficiali, delle contraddizioni tra la purezza di un messaggio e la realtà quotidiana dei comportamenti…Se la prima parte della raccolta è dedicata al mondo ecclesiastico e alle cose che non vanno bene, la seconda vede in primo piano i problemi contemporanei, (no alle trivelle nel mare Adriatico, il flagello della Xylella, la crisi dei vecchi mestieri come quello del sarto) e perle di saggezza popolare… Gli ultimi sonetti mostrano il volto che Colella aveva celato dietro la battuta tagliente e la palese indignazione verso le cose che non vanno bene: ed ecco spunti di lirismo che nascono da ricordi familiari, dall’amore per la sua terra, dalla riflessione sul passaggio del tempo. Avviene così che questi ultimi sonetti aprono nuovi territori già in parte esplorati nella produzione in italiano. L’abbandono dei temi”forti” rende il dialetto più dolce, affiorano toni intimistici di cui Colella sembra aver pudore”.