“Sulla tua parola”, a Lecce il libro con le omelie inedite di don Tonino Bello, parroco di Tricase

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Lecce – Torna a farsi sentire, come sempre forte e diretto, il pensiero di don Tonino Bello raccolto nelle sue omelie da parroco di Tricase. “Sulla tua parola” è il volume nel quale monsignor Vito Angiuli, vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, e Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione “Don Tonino Bello” di Alessano, sono riusciti a mettere insieme le omelie inedite del vescovo di Molfetta, nato ad Alessano, per il quale è in corso il processo di beatificazione.

Il volume verrà presentato giovedì 30 gennaio nel salone dell’episcopio in piazza Duomo alle 17.30. Si tratta di un’iniziativa promossa da Portalecce  (il portale di informazione della diocesi di Lecce) che vedrà accanto ai due curatori anche l’arcivescovo Michele Seccia, don Alessandro D’Elia, docente di scienze religiose e cappellano del carcere, anch’egli ricercatore del pensiero e della spiritualità del “Servo di Dio” don Tonino Bello.

Le sue omelie

«Si tratta di omelie – chiarisce Giancarlo Piccinni – risalenti al 1982, quando don Tonino era parroco di Tricase. Erano di proprietà della professoressa Pina Scarcella che le ha a suo tempo registrate ed ora donate alla Fondazione. Dalle parole di don Tonino si evince la sua capacità di affrontare con linguaggio semplice e diretto temi profondi che saranno costanti del suo percorso: la pace, l’accoglienza, il dialogo con il mondo».

Don Tonino Bello nacque ad Alessano il 18 marzo del 1935 e divenne dapprima parroco al Sacro Cuore di Ugento e poi, dal 1979, alla Matrice di Tricase, chiesa che lasciò nel 1982 con la nomina a vescovo di Molfetta (dove morì il 20 aprile 1993). 

La fondazione

La Fondazione presieduta da Giancarlo Piccinni si impegna a diffondere il
pensiero e l’opera di don Tonino di cui è in corso la causa di beatificazione. «Don Tonino – conclude Piccinno – tratta problematiche che non erano allora usuali, ma che oggi sono attualissime. Leggere le sue omelie vuol dire rendersi conto di quanto fosse avanti con i tempi».