Strada allagata vicino alla chiesa dell’Incoronata a Nardò, don Camillo replica al Sindaco Mellone: “Del 2016 la prima richiesta di intervento”

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Don Camillo De Lazzari

Nardò – Non pare placarsi a Nardò la polemica sugli allagamenti nei pressi della chiesa dell’Incoronata. È il parroco don Camillo De Lazzari a tornare sul tema, dopo aver segnalato nei giorni scorsi il problema, rispondendo ora al sindaco Giuseppe Mellone per puntualizzare le varie “tappe” della vicenda.

Replicando alle sollecitazioni del parroco, Mellone ha garantito il pronto intervento (“il prossimo 26 ottobre”) per riasfaltare la zona, ma don Camillo ricorda di aver avanzato una prima richiesta già nel novembre 2016.

 

La “lettera aperta” del parroco

«Mi rammarica – spiega il parroco originario di Casarano – dover apprendere dalle parole del Sindaco che tutta questa vicenda sia stata ridotta a “lamentele del parroco e di alcuni fedeli per le pozzanghere createsi dopo le abbondanti piogge di questi giorni”, situazione che invece persiste da anni e che si ripete puntualmente, sempre peggiorando, dopo ogni precipitazione, di qualsiasi entità, quasi il tutto fosse un capriccio mio personale e di pochi, senza tener minimamente conto dei disagi dei cittadini e dei seri danni, visionati anche dalla Soprintendenza, che la struttura continua a subire».

Don Camillo ringrazia l’Amministrazione comunale per le varie opere sinora eseguite e per il parcheggio adiacente l’Incoronata, ma ricorda anche come una prima richiesta di intervento risalga al 30 novembre 2016, in seguito alla riapertura al culto della chiesa, avvenuta il 28 marzo 2016, dopo oltre 60 anni di chiusura. «Visto il rinnovato afflusso di numerosi cittadini e l’arrivo delle prime piogge, si chiedeva di intervenire per la riqualificazione dell’area, in modo particolare attraverso il ripristino del manto stradale intorno a tutta la chiesa, per permettere ai fedeli, anche anziani, di avere facile e sicuro accesso all’edificio sacro», scrive in una lettera aperta don Camillo, ricostruendo la cronologia delle varie richieste (“rimaste senza alcun tipo di risposta”) partite dalla parrocchia verso l’Amministrazione comunale: «Sinceramente non credo che si sarebbero dovuti chiedere tutti questi interventi con così tanta insistenza».

Il pericolo delle infiltrazioni

Gli allagamento davanti alla chiesa dell’Incoronata a Nardò

L’invocata sistemazione del manto stradale si rende, altresì, necessaria, per preservare la chiesa “dalle numerose infiltrazioni di acqua piovana che fino ad oggi, nonostante i recenti restauri, continuano a danneggiare le antiche murature, dal lato sinistro per la totale assenza di asfalto e per l’errata pendenza attuale a ridosso della chiesa, dal lato destro per l’acqua violentemente “sparata” sui muri dai numerosi veicoli che sfrecciano ad alta velocità, acqua che non defluisce correttamente e ristagna ad ogni pioggia”.

Nel giugno 2017 la richiesta è stata anche quella di garantire la sicurezza della zona, “con l’installazione di segnaletica orizzontale e verticale e dissuasori di velocità, visti i pericoli per l’alta presenza di pedoni” (installata lo scorso giugno). « Fin dal 2016 a tutto questo è stata allegata opportuna documentazione fotografica che evidenzia la sosta di acqua piovana intorno alla chiesa e, in generale, lo stato dei luoghi. Tali richieste sono state tutte protocollate presso il Comune di Nardò, ma a nessuna di queste è mai seguito alcun tipo di risposta», conclude il parroco ricordando come “dopo quattro anni dalla prima segnalazione, non abbiamo avuto altra strada per portare a conoscenza dei cittadini questa situazione se non attraverso foto e articoli sui mezzi di comunicazione, interventi rivelatisi poi sgraditi da alcuni amministratori”.

Auspicando che gli interventi promessi da ultimo siano “risolutivi”, don Camillo ricorda pure che Mellone, nella sua replica, “avvisa” i fedeli del fatto che la “sosta-selvaggia” nei pressi della chiesa “non verrà più tollerata, neanche durante le funzioni religiose”. «Spero che siano maturi i tempi anche per iniziare a pensare ad un distanziamento del tratto di via Incoronata che corre lungo il muro destro della chiesa, liberando l’edificio dalle vibrazioni prodotte dal traffico (anche di tanti mezzi pesanti) nonché dall’acqua che gli stessi veicoli spruzzano sulla muratura», conclude il parroco, “senza alcuna volontà di attaccare o difendere nessuno, ma solo l’intento di portare a conoscenza di tutti altri pezzi di verità che rischiavano purtroppo di rimanere sepolti sotto un manto di asfalto”.