Spunta una catena tra i blocchi di cemento e la strada per il mare diventa privata. Proteste a Padula Bianca, tra Gallipoli e Sannicola

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Padula Bianca (Gallipoli-Sannicola) – Tensioni a Padula Bianca, marina al confine tra Gallipoli e Sannicola, quando questa mattina è comparsa una catena tra blocchi di cemento (posizionati nei giorni scorsi) per chiudere una delle principali strade di accesso al mare.
Pare si tratti dell’opera di alcuni proprietari di abitazioni che danno sulla strada che la ritengono privata e hanno deciso di chiuderla, impedendo così di fatto a chiunque di accedere al mare e alle spiagge attrezzate presenti sul litorale che in questi giorni stanno faticosamente lavorando per ripristinare le strutture nel rispetto delle norme anti contagio. In contrasto con i frontalieri che hanno chiuso la strada anche altri proprietari che si sono visti bloccato l’accesso alle proprietà.

La strada

La strada collega Lido Conchiglie a Rivabella passando per le zone “Rossina” e, appunto Padula Bianca. «Bloccando il tratto davanti alle case loro – commenta uno dei proprietari delle case vicine – di fatto intrappolano anche noi. È un arbitrio inaccettabile, se dovessimo aver bisogno di un’ambulanza o dei vigili del fuoco? Per non parlare della pericolosità di quella catena: se un motociclista non la vedesse, magari nella notte, poichè la strada non è illuminata, si taglierebbe in due».
Il catenaccio è contestato anche dai gestori dei lidi, alle prese in questi giorni con i lavori per la nuova stagione. «Se anche fosse proprietà loro, e non lo è – affermano – abbiamo diritto di passaggio inoltre che quella strada resta di proprietà del Consorzio dell’Arneo che ci ha costruito un canale sotterraneo per il deflusso delle acque meteoriche. Se malauguratamente uno degli operai delle ditte che lavorano si facesse male, come arriverebbe l’ambulanza?».

“Troppe multe la scorsa estate”

Un altro residente commenta: «Già quando ho visto i blocchi di cemento ho pensato che fossero pericolosi». Pare che l’episodio scatenante sia stato il recapito di una serie di multe per divieto di sosta fatte l’estate scorsa su quella strada dalla polizia municipale di Gallipoli ai residenti che intendono contestarle proprio sostenendo che la strada sia privata. «Ma in questo modo danneggiano e mettono in pericolo tutti. Vadano dagli avvocati per contestare le multe e tirino fuori i rogiti notarili, se li hanno, perchè noi questa strada la ricordiamo sempre pubblica», contestano gli altri. Di certo la tensione pare destinata a salire, soprattutto con l’arrivo dell’estate.