Nardò – Fa già discutere la destinazione di un tratto di litorale di Torre Inserraglio al libero accesso dei cani: lo prevede un progetto appena reso noto dall’Amministrazione Mellone ma l’opposizione di Nardò Bene comune incalza parlando di “ennesima propaganda”.

Il nodo della polemica è nella definizione di “spiaggia” dell’area interessata, circa 10mila metri quadri raggiungibili svoltando in via Socrate dalla provinciale 286. «Mellone e i suoi assessori – dichiarano dal movimento – questa volta si sono superati inventandosi una spiaggia a meno di 500 metri da Torre Inserraglio, in una zona dove lo stesso Pippi Mellone ha vietato la balneazione», fanno sapere da Nardò Bene comune sottolineando come nella zona in questione “la spiaggia nella realtà non esiste, poiché di sabbia non v’è ombra”.
Non solo: secondo Nardò Bene Comune la scelta di quel tratto di litorale non sarebbe delle più felici per un’altra ragione. «Sovrapponendo la planimetria – conclude l’associazione politico-culturale – vediamo che la scogliera in cui porterete i vostri amati cani è proprio adiacente all’area interdetta alla balneazione, quando non addirittura ricadente».
Per la maggioranza la controreplica arriva dal segretario cittadino di “Andare oltre” Luigi Maritati (foto accanto). «Gli uffici nell’individuare il sito – dichiara Maritati – si sono rifatti a regole e norme vigenti, tenendo conto soprattutto del Piano comunale delle coste. Invitiamo i buontemponi di queste ore ad andare a consultarlo prima di dare notizie inesatte o fuorvianti».
Sulla polemica “spiaggia-scoglio”, Maritati aggiunge: «Proprio il Piano coste con il termine “spiaggia” si riferisce anche alla parte rocciosa della costa, atteso che nel totale delle marine neretine esistono solo esigue spiagge sabbiose, tra l’altro ampiamente note a tutti». Infine, la vicinanza del tratto individuato con l’area in cui vige il divieto di balneazione: «Consigliamo loro – conclude Maritati, riferendosi a “Nardò Bene comune” – di affidarsi alla consulenza di un tecnico migliore in quanto l’area scelta è ben distante da quella prevista dal divieto di balneazione dovuto allo scarico».
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