Spiagge libere affidate ai privati? “Per garantire sicurezza e misure anticontagio”. Non mancano le perplessità, mentre già si parla di posti da prenotare e servizi a noleggio

5832

Gallipoli – Potrebbero essere i titolari dei lidi a garantire le condizioni di sicurezza anche sulle spiagge libere. Questo il contenuto della proposta avanzata dal Sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Una sorta di “patto collaborativo” che darebbe ai titolari delle concessioni balneari l’esonero dal pagamento del canone demaniale marittimo in cambio dell’attivazione dei servizi di sicurezza, pulizia, soccorso, rispetto delle distanze e quant’altro si dovrà prevedere per rendere fruibili le spiagge libere nel rispetto delle misure anti contagio. Tutto ciò, nella proposta che Salvemini chiede ad Emiliano di inoltrare al Governo, dovrebbe essere senza costi per i fruitori delle spiagge libere.

Spiagge davvero libere?

Ma come tutto ciò possa conciliarsi con la necessità di conservare, appunto, “libera” la spiaggia è tutto da vedere visto che i balneari avanzano già l’ipotesi di ingressi contingentati e a prenotazione con il noleggio di lettini e ombrelloni. Da una parte c’è dunque l’esigenza di poter garantire “una stagione estiva dignitosa”, come affermato da Emiliano, dall’altro quella di evitare che le spiagge siano “libere” solo sulla carta.

L’ipotesi di coinvolgere i privati è stata già bocciata dal consigliere regionale Sergio Balsi (Pd) che ha, invece, chiesto l’attivazione di un’“agenzia regionale” per dare risposte concrete agli operatori del settore ed agli utenti: «A ciascuno la sua parte – ha detto Blasi – ai privati spetta la sacrosanta gestione del demanio pubblico per cui pagano un canone concessorio annuale (che eventualmente si può pensare di dimezzare per andare incontro ai minori incassi), al pubblico spetta il dovere, quindi la responsabilità, di occuparsi del demanio si sua esclusiva competenza».

I servizi da garantire

La proposta di Salvemini (“canone demaniale zero in cambio di condizioni di sicurezza anche sulla spiaggia libera”) viene subito sostenuta da Federbalneari Salento che parla di “anno uno” del dialogo con le Amministrazioni dei comuni marini, “un dialogo che, a partire dai problemi connessi alla pandemia, si allarghi anche ad altre questioni contingenti e mai fino ad ora condivise all’unanimità, come, su tutti, il piano coste”.

Mauro Della Valle

Ma come garantire un servizio di vigilanza, salvataggio e pulizia delle spiagge? «Valuteremo la nostra idea del noleggio di ombrelloni e lettini insieme alle altre associazioni di categoria. Ora più che mai – spiega Mauro Della Valle – è giunto il momento di mettere in atto ciò che i primi cittadini ogni anno hanno auspicato, cioè spiagge libere con servizi, garantendo un sistema tale per cui le amministrazioni possano cedere ad una cooperativa (e in questo, largo ai giovani inoccupati) l’opportunità di noleggiare lettini e ombrelloni, con l’obbligo del servizio di salvataggio e con tutti i presidi medici del caso, ma questa volta senza che le spiagge vengano date in concessione (altrimenti ci vorrebbe un bando). D’altronde il noleggio, che implica l’obbligo di restituzione dei mezzi a fine stagione, è una licenza amministrativa libera, non più contingentata». Federbalneari si dice anche pronta a formare il personale, “avviando dei meeting online che possano supportare, sulla base della nostra esperienza decennale, i giovani chiamati a concretizzare questa idea”.

“Posti in spiaggia da prenotare”

Della Valle parla del vantaggio del noleggio che permetterebbe di evitare “l’investimento oneroso che è sotteso all’acquisto delle attrezzature, un po’ come avviene per le aree parcheggio (l’esperienza pilota la troviamo a Gallipoli) laddove si fa un listino prezzi per le autovetture piuttosto che per le moto e le bici, bisognerebbe creare un vero e proprio listino prezzi anche per le aree di spiaggia libera. L’importante è prenotare preventivamente il servizio in spiaggia per preparare e contingentare i posti disponibili”.

Circa il servizio di vigilanza, tuttavia, ci sono già dei distinguo: «È giusto che le spiagge libere rimangano tali ma quest’anno bisognerebbe monitorarle, anzitutto dal punto di vista delle presenze, sin dall’arrivo in spiaggia, per evitare pericolosi assembramenti e per far sì che a nessuno venga in mente di mettersi a giocare a calcetto o ad altri sport che implichino un contatto ravvicinato e naturalmente questa vigilanza non spetta a noi, ma siamo comunque pronti a dare una mano, come sempre», conclude il presidente di Federbalneari Salento.