Spiagge e Coronavirus: “Ipotesi riapertura ancora lontana”, e molti piccoli lidi potrebbero non farcela

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Marina di Pescoluse (Salve) – «L’estate è alle porte ma è ancora troppo presto per dire se, come e quando la stagione dei lidi potrà partire». Sono queste le parole di Vito Vergine, componente della giunta Confcommercio Lecce, consigliere nazionale del Sindacato italiano balneari e titolare dello stabilimento Maldive del Salento a Pescoluse (marina di Salve).

«I lidi sono frequentati principalmente dai turisti e questo significa che l’andamento della stagione estiva dipenderà molto da variabili che oggi non possiamo valutare come la possibilità, degli stessi, di spostarsi. Tuttavia, non mancano gli elementi incoraggianti», afferma Vergine.

“Prove tecniche” di riapertura

Nei giorni scorsi il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha firmato l’ordinanza che consente di procedere con i lavori di manutenzione dei lidi mentre si ragiona sulle misure di sicurezza da adottare e anche su come gestire le spiagge libere.

«È chiaro che la riapertura presuppone una continua e attenta sanificazione degli ambienti ed un’ovvia intensificazione delle attività di controllo volta ad evitare assembramenti. Va da se – puntualizza Vergine – che molti stabilimenti, quelli più piccoli, potrebbero essere penalizzati dalla carenza di spazio e risorse». Bisogna poi tener conto dei lidi che resteranno chiusi per valutazioni di tipo economico, cui si aggiungono quelli danneggiati dal maltempo, quelli sotto sequestro e quelli sottoposti a verifiche.

Spazi liberi affidati ai privati? “Ipotesi difficile”

Circa la proposta di affidare ai titolari dei lidi anche la gestione dei tratti liberi di spiaggia (in cambio dell’esonero dal pagamento del demanio marittimo), al fine di poter garantire i servizi di sicurezza al momento ancora allo studio, Vergine fa sapere: «La Regione, anche volendo, non ha attualmente il potere di soddisfare tale proposta e comunque i concessionari balneari non sono in grado di controllare grandi spazi esterni e adiacenti anche perché non ne hanno l’autorità e sarebbe solo una pericolosa esposizione dei bagnini all’ira della folla che presumibilmente prenderà d’assalto le spiagge libere. Il livello di libertà lo stabilisce sempre il Comune e non possiamo prevederlo. È ovvio che il libero utilizzo della spiaggia porterebbe a soprusi, risse e disordini e non è affatto detto che saremo disposti a prenderci una simile responsabilità».

Il timore dei più è che le spiagge possano restare “libere” solo sulla carta anche perchè  alcuni balneari avanzano già ipotesi di ingressi contingentati e prenotazioni con il noleggio di ombrelloni e lettini.