Spesa e farmaci a domicilio per l’emergenza Coronavirus: si attiva anche Casarano

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Casarano – Casarano si attiva perchè in città si provveda alla consegna a domicilio dei farmaci e della spesa per quei cittadini che, vista l’emergenza sanitaria in atto, ne facciano richiesta preferendo non uscire di casa.

Gabriele Caputo

A creare incertezza circa tale possibilità (espressamente prevista da tempo in molti altri paesi) è stata finora un’ordinanza del Sindaco (scaduta il 25 marzo scorso), contestata dalle minoranze che si sono pure rivolte al Prefetto. Il segretario della locale sezione del Pd, Gabriele Caputo, che parla di una “svista clamorosa del sindaco e della sua squadra di governo”, chiede ora al presidente dell’Associazione commerciati di Casarano di “farsi parte attiva nell’organizzare ed agevolare il servizio di consegna a domicilio, nel rispetto della normativa commerciale e sanitaria, a favore dei commercianti di Casarano i quali potranno vendere e consegnare al pari delle grandi multinazionali che normalmente continuano a farlo”.

La proposta del Movimento 5 Stelle

Anche il Movimento 5 Stelle di Casarano rilancia la proposta di attivare un elenco delle attività commerciali che effettuano consegna delle proprie merci al domicilio del cliente, contestando l’efficacia dell’ordinanza del sindaco comunque scaduta e non reiterata. L’invito rivolto alle attività commerciali, non sospese dal Dpcm del 22 marzo, che hanno sede in città è quello di segnalarsi attraverso il form disponibili sulla pagina facebook del Movimento.

Il locale comitato della Croce Rossa Italiana, intanto, ha attivato il servizio di consegna a domicilio della spesa e dei farmaci “per anziani, persone fragili e immunodepressi”, attivo tutti i giorni dalle 8 alle 12 e dalle 16 alle 19 chiamando il numero 347/3842815.

Umberto Totaro

Dal vicepresidente del Consiglio comunale Umberto Totaro (“Orgoglio Casarano”) giunge infine la proposta di creare un fondo di solidarietà per l’acquisto di beni di prima necessità, in favore di quanti sono in difficoltà, con i gettoni di presenza finora maturati dai consiglieri comunali insieme alle indennità (o parte di esse) del mese di marzo e aprile di sindaco, giunta e presidenza del consiglio.