Sott’acqua un mare di ancoraggi, natanti, catene, cordame e rifiuti riemersi con una operazione della Guardia costiera. Sequestrata una barca

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Porto Cesareo – Dieci giorni di lavoro in immersione nelle acque di Porto Cesareo; oltre 150 “corpi morti” abbandonati o rimossi; fondali ripuliti anche da 25 imbarcazioni affondate, centinaia di metri di cordame e catene: questi i risultati di una vasta operazione conclusasi nei giorni scorsi e che ha visto all’opera i sommozzatori del primo Nucleo subacqueo della Guardia costiera e dal personale incaricato dall’Amministrazione comunale di Porto Cesareo.

La prima fase, consistente in perlustrazioni, recuperi e rimozioni, si è svolta con la collaborazione di due unità navali minori della Capitaneria di porto – Guardia Costiera – di Gallipoli, e dei sub del primo Nucleo Sub di San Benedetto del Tronto; della partita anche un sub di una ditta incaricata dall’Amministrazione comunale e, nei fine settimana, dai volontari dell’associazione “Paolo Pinto” di Gallipoli.

In azione sommozzatori e volontari

Le immersioni hanno consentito di individuare e riportare in superficie, grazie ad appositi palloni di sollevamento, numerosissimi corpi morti di notevoli dimensioni, tutti in calcestruzzo, sui quali erano stati fissati ganci metallici e catenarie che avrebbero consentito a numerose unità da diporto di ancorarsi in assenza di qualsiasi autorizzazione”, si legge in una nota della Guardia costiera.

Sono stati rinvenuti – proseguono gli agenti di Porto cesareo – anche centinaia di metri di catene e cordame, termosifoni, mattoni di varie dimensioni, copertoni cementati e aste in ferro a vite; tutti rudimentali apprestamenti che, aggrovigliati e sparsi sul fondale, costituivano un pericolo per l’ambiente, considerata la grave alterazione del fondale marino, oltre che per la navigazione”. I mezzi meccanici necessari e lo smaltimento di quanto rinvenuto e riportato in superficie sono stati a carico del Comune.

Materiali smaltiti dal Comune

La seconda fase, quella di vigilanza prolungata fino alla vigilia di Natale, ha portato al sequestro di un’imbarcazione da diporto tipo catamarano, e del suo sistema di ancoraggio abusivo: il natante era assicurato abusivamente al fondale attraverso un sistema misto costituito da due ancore ed un corpo morto di grosse dimensioni. I proprietari sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria, oltre che per occupazione abusiva anche per deterioramento di habitat all’interno di un sito protetto.

L’operazione di vigilanza, si assicura da Torre Cesarea, continuerà nei prossimi mesi.