Sorvegliato speciale di Taviano assassinato dal suo datore di lavoro. In Piemonte l’esecuzione con un coltello

Valter Sansò era uscito dal carcere nel 2007, con l'indulto, per un omicidio commesso nel 1994

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Taviano – Era uscito dal carcere nel 2007, grazie all’indulto, il 55enne di Taviano Valter Sansò assassinato con un coltello a Carmagnola, in provincia di Torino. L’uomo era un sorvegliato speciale, viveva a Vinovo e lavorava da un paio di mesi come giardiniere e autista nell’agriturismo gestito dal 52enne Luciano Cavallo, colui che lo ha assassinato al culmine di un diverbio, a quanto pare l’ennesimo tra i due.

Sansò era stato condannato per un omicidio volontario commesso nel gennaio del 1994 a Taviano, quando, in seguito ad una lite familiare, esplose alcuni colpi di arma da fuoco all’indirizzo di un uomo, uccidendolo. nel 2008, l’anno dopo essere uscito dal carcere, Sansò era stato poi arrestato alla stazione ferroviaria di Lecce per avere picchiato, insieme a tre complici, un marocchino con un bastone allo scopo di derubarlo del suo telefono cellulare.

Il 55enne originario di Taviano ha pure tentato la fuga dopo le prime coltellate salvo essere inseguito dal gestore che lo ha poi ucciso. malgrado il trasporto in elisoccorsi in ospedale, Sansò è morto per le gravissime ferite riportate all’addome. L’accoltellatore è stato poi bloccato dai carabinieri di Moncalieri, che hanno anche recuperato l’arma del delitto.

Al delitto hanno assistito alcuni testimoni e al vaglio degli inquirenti ci sono pure dei video realizzati da alcuni automobilisti che hanno ripreso l’assassino camminare a bordo strada con il coltello in mano. Le indagini sono coordinate dal pm Giorgio Nicola della procura di Asti.