Solo il 34% delle risorse del Recovery Plan al Sud: “Uno ‘scippo’ da 67 miliardi”

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Luigi De Santis

Anche l’Europa ci dà ragione: se solo il 34% delle risorse provenienti dal Recovery Fund sarà destinato al Mezzogiorno si tratterà di uno scippo da 67 miliardi ai danni delle regioni del Sud, che non farà altro che cristallizzare, se non ampliare, il divario tra queste ultime e il nord del Paese.

L’Italia è il Paese europeo che ha avuto più fondi per far fronte all’emergenza sanitaria proprio per lo squilibro che esiste tra Nord e Sud. Se la Commissione europea avesse perseguito il criterio della popolazione il nostro Paese avrebbe avuto 97 miliardi, mentre ne ha ottenuti 209 proprio in virtù dei parametri che riguardano soprattutto il Mezzogiorno, quali disoccupazione e basso reddito pro capite.

Nella ripartizione delle risorse la Commissione Europea ha esplicitamente attribuito il 66% dei fondi al Sud, pari a 138 miliardi di euro, e non si intuisce il motivo per cui sembrerebbe destinato al Sud solo il 34% della torta; a noi sembra uno scippo in piena regola.

Chiediamo al Governo una ridistribuzione dei fondi per recuperare il gap infrastrutturale con il Centro-Nord Italia; destinare così poco al Sud significa aumentare ulteriormente il divario di un Paese già diviso dal punto di vista economico-sociale e provocare un danno irreversibile per un territorio bisognoso di ripartire.

Dalla rigenerazione urbana delle periferie all’ammodernamento dell’edilizia scolastica, dalle opere di risanamento idrogeologico all’ammodernamento di strade e ferrovie, sono solo alcuni degli interventi che potrebbero rilanciare il Mezzogiorno d’Italia con benefici anche per il resto del Paese.

Luigi De Santis
vicepresidente nazionale Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Giovani
e presidente Ance Giovani Puglia