Coronavirus, società offre consulenze legali per risarcimenti. Medici nel mirino. Gli avvocati: “No a speculazioni”

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Gallipoli – L’offerta di consulenza e risarcimenti tramite pubblicità nazionali circa eventuali responsabilità civili e penali di operatori sanitari e  Asl impegnate nell’emergenza da Coronavirus, ha scatenato uno scontro tra professionisti e all’interno della categoria degli avvocati, in gran parte contraria per aspetti deontologici e di concorrenza non regolare. Anche questo fa parte dell’emergenza epidemica.

I primi a segnalare questa invitante pubblicità rivolta ovviamente ai diretti interessati o ai loro familiari ed amici, in quanto persone particolarmente colpite, tese e piegate dalla sofferenza, sono stati alcuni medici salentini che ne hanno cominciato a parlare in chat professionali. Una in particolare la società messa sotto osservazione, con avvocati al suo interno.

L’allarme dei medici

Subito dopo sono stati gli avvocati ad essere chiamati in causa tramite i loro Ordini professionali e gli organi di disciplina. E’ di ieri la presa di posizione pubblica dell’Ordine degli avvocati di Bari, col suo presidente Giovanni Stefanì (originario di Alezio) ed il segretario Antonio Benegiamo. Su questo terreno si era mossi anche gli Ordini forensi della Lombardia e del triveneto.

L’Ordine ha sollevato nero su bianco delicati profili deontologici e non solo per poi deliberare di chiamare in causa l’Autorità garante della concorrenza e del mercato e di attivare il Consiglio di disciplina, informando dell’accaduto la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, l’Ordine dei Medici e Chirurghi della Provincia di Bari e gli Ordini Forensi d’Italia, che che della società in questione.

In campo gli Ordini forensi

Dette condotte – si legge tra l’altro nel corposo documento – sottendono altresì intenti speculativi facendo leva sull’emergenza in atto e sulla situazione di grave difficoltà in cui versano i cittadini a causa della diffusione e degli effetti del Covid-19, integrando gli estremi della concorrenza sleale”.

Non solo concorrenza sleale “Detti messaggi e condotte, infine, risultano lesivi del dovere di dignità, probità e decoro, anche nella salvaguardia della immagine della professione forense (artt. 5 e 9 Codice deontologico), ingenerando discredito sull’intera Avvocatura”.

Chiamato il Consiglio di disciplina

Il Consiglio dell’Ordine così conclude: “Fermi restando i diritti e le garanzie di tutela, cui è correlata la funzione difensiva, sanciti costituzionalmente, ritiene che i comportamenti di cui innanzi possano essere valutati dal competente Consiglio di disciplina quali ipotesi di violazione degli artt. 17 e 37 del Codice deontologico”.

Poi l’invito alla Autorità di garanzia: il Consiglio “delibera di invitare la Agcm a verificare se l’attività posta in essere dalla menzionata società di consulenza integri la violazione delle norme e dei principi in tema di concorrenza e di mercato, adottando i conseguenziali provvedimenti del caso”.

Responsabilità penale, emendamento in corso

Il problema della responsabilità professionale penale e civile dei medici, degli infermieri e delle Asl impegnate in prima fila in questa inedita epidemia ha raggiunto anche i tavoli romani.

Si starebbe avviando verso l’approvazione l’emendamento al Decreto Cura Italia, a prima firma Andrea Marcucci (Pd), con il quale si limita la responsabilità professionale – sia dal punto di vista penale che civile – per operatori sanitari e Aziende del Ssn, in questo contesto di emergenza legato all’epidemia di covid-19.

Chiariti i limiti professionali

L’emendamento depositato alla Commissione Bilancio del Senato, sotto il profilo penale chiarirebbe che la colpa si considera grave unicamente “laddove consista nella macroscopica e ingiustificata violazione dei principi basilari che regolano la professione sanitaria o dei protocolli o programmi emergenziali eventualmente predisposti per fronteggiare la situazione in essere”, come si legge su quotidianosantà.it.