Smontare il porticciolo di Otranto: dopo la rabbia, la proposta del Sindaco: “In inverno pontili occupati solo per metà”

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Otranto – Dal Fortino spagnolo fino alla Torre del serpe le viste non possono essere mutate, quindi niente pontili galleggianti se non durante l’estate e da smontare a fine settembre. Lo ha definitivamente deciso il Consiglio dei ministri l’11 giugno scorso, con un provvedimento notificato in questi giorni alle parti interessate: Comune di Otranto, magistratura amministrativa (Tar e Consiglio di Stato), Soprintendenza, Regione Puglia.

La doccia su Otranto non è fredda, è gelata: tutti i tentativi di venire incontro all’esigenza di estendere il “vincolo indiretto” ai beni storici e monumentali come le mura di Otranto e come dagli inizi prescritto dalla Soprintendenza di Lecce Brindisi e Taranto, sono naufragati.

A stagione ormai inoltrata nonostante il clima di incertezza su questa annosa vicenda, non sembrano immediati gli effetti sul porticciolo dentro la baia e a ridosso della città vecchia. Se ne parlerà a ottobre. Ma per smontare l’approdo – sette pontili per circa 800 posti barca – occorrono ogni volta circa 800mila euro, secondo le stime del Comune. Una cifra decisamente impegnativa per un Ente come quello di Otranto.

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Non per caso, è quasi la stessa somma – un milione – che il Comune aveva chiesto ed ottenuto da fondi europei in base al progetto presentato e poi modificato, dopo una recente conferenza dei servizi con l’abbassamento del piano di calpestio a 30 centimetri sopra il livello dell’acqua.

La rabbia del Sindaco “Perché solo a noi questa contestazione e l’obbligo di smontare? Esiste un’altra realtà al mondo in cui un porto turistico viene montato e smontato ogni 6 mesi? I componenti di Governo sono consapevoli della impossibilità economica e ambientale di realizzare tale operazione ogni anno? Sanno questi signori che dopo lo smontaggio il porto non si potrà più rimontare?”: Pierpaolo Cariddi, a 24 ore dalla notifica della decisione del governo nazionale, non si dà pace.

Il Sindaco di Otranto, Pierpaolo Cariddi

Stupore, rammarico, rimbrotti politici (a Lega e M5S che a livello locale si erano espressi favorevolmente circa il mantenimento della struttura); il Sindaco non le manda a dire in una nota comparsa oggi, in un posto di assoluto rilievo sul sito ufficiale del Comune.

Il rilancio in extremis Poi però, ritenendo la partita non del tutto finita, rilancia la palla in campo avverso: “In ogni caso, da amministratori pubblici responsabili, con spirito di collaborazione ci siamo interrogati per valutare ulteriori possibili soluzioni”, scrive. E poi spiega quale sarà la prossima mossa, nei tempi supplementari.

La proposta nuova “Poiché in conferenza dei servizi è emerso che l’impatto non è tanto rappresentato dai pontili (alti solo 40 cm con il nuovo progetto), quanto dalla presenza delle barche ormeggiate – ripresenteremo una nuova soluzione progettuale che preveda una riduzione della presenza di barche, nei sei mesi invernali, al 50% della flotta complessiva, rimettendo alla Soprintendenza la decisione su dove collocarle per generare minore impatto”.

Il ramoscello d’ulivo “Sono fiducioso che questa nuova soluzione – conclude Cariddi – potrà essere apprezzata dal Ministero e dai nostri governanti, e garantire il mantenimento del porto, opera strategica per il nostro territorio, anche oltre il 31 dicembre 2020”.

 

 

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