Sipari di pietra

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Roberto PerroneDa Gallipoli, oltre il click c’è di più. E si vede

Sono partiti per fare undici serate di teatro, praticamente una “stagione” sia pure in estate; ne hanno fatte dieci quasi tutte belle piene (l’undecima l’ha bloccata il maltempo) ed ora stanno per passsare da un titolo (la rassegna già due anni fa si chiamava “Sipari di pietra”) ad una associazione omonima. «Nonostante eventi concomitanti e le difficoltà di raggingere l’ex convento dei domenicani in centro storico, abbiamo avuto una buona partecipazione – dice l’animatore numero uno Roberto Perrone – sono venuti anche da fuori, oltre a turisti e gallipolini». Spettacoli e mostre d’arte, grafica per lo più ma anche pittorica. Cultura insomma. Perrone si schermisce: «Preferiamo puntare piuttosto alla educazione alla cultura».

In questo clima da pro e contro, senza sfumature, anche i “Sipari” preferiscono le sfumature e le puntualizzazioni: «Sia chiaro – dice Perrone – che difendere gli eventi e chi li ha portati avanti non è difendere il Comune o altri; semmai è dare la immagine più giusta della nostra città che ha problemi che vanno risolti ma non in questo modo, troppo strumentale». Anche perchè ci sono processi spontanei che portano a buoni risultalti, come nel caso del centro storico: qualche anno fa c’era da scapparsene, ora è rinato. Un po’ più difficile far rinascere – con risultati anche economici apprezzabili – il teatro. Alle compagnie che si sono avvicendate sono andati pochi spiccioli, giusto le spese. Dice Alberto Greco dei “Ragazzi di via Malinconico di Gallipoli: «Fosse per i soldi non sarebbe convenuto, tra pass per arrivare al chiostro, il lavoro preparatorio… ma si è fatto lo stesso, venendo incontro alle esigenze di tutti». Tranne che del trenino che fa il giro delle mura accompagnato da pizziche e battimani dei passeggeri: qualche volta sono entrati nello spettacolo in corso… .