Sindaci di Maglie e Muro Leccese, associazioni e cittadini contro i cattivi odori. Polemiche dopo il tavolo tecnico con l’Arpa

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Il Sindaco di Muro Leccese Antonio Donno

Maglie-Muro Leccese – Non si placano le polemiche dopo la riunione del tavolo tecnico convocato dall’Arpa il 21 aprile scorso, a cui hanno partecipato in videoconferenza i sindaci di Maglie e Muro, rispettivamente Ernesto Toma e Antonio Donno.

Oggetto dell’incontro le segnalazioni dei cittadini all’Agenzia regionale pervenute attraverso moduli pubblicati sul sito: nella notte fra il 31 gennaio e l’1 febbraio sono pervenute 97 segnalazioni (di cui 88 provenienti da Maglie) che indicavano la presenza di un disturbo olfattivo: per alcuni (la maggioranza), “acre”, per altri  di “bruciato”, per altri ancora “nauseabondo”.

Depuratore, opificio, combustione di biomasse fra le possibili cause

Le segnalazioni non permettono di stabilire con sicurezza l’origine del cattivo odore, ma di definire l’area di provenienza. In questo caso sono state individuate come cause possibili: il depuratore di Maglie, l’opificio nel territorio di Muro, ma anche sparsi focolai per combustione di biomasse legnose. 

Si deve all’aumentato senso di responsabilità dei cittadini che non si stancano di segnalare, se si iniziano a vedere i primi risultati, come  sottolinea il Sindaco Ernesto Toma, che lamenta comunque l’assenza al tavolo dei tecnici della Provincia e dell’Asl che hanno competenze in materia.

Il Sindaco di Maglie: “Cittadini continuino a segnalare”

Ernesto Toma
Il Sindaco di Maglie Ernesto Toma

«Con il tavolo di oggi – ha scritto Toma subito dopo l’incontro – ha avuto inizio una prima attività istruttoria su alcune fonti inquinanti sul territorio magliese. Tali fonti hanno provenienze diverse quali aziende, biomasse legnose, depuratore. A tal proposito sono state determinanti le segnalazioni dei cittadini, dei Comuni, e l’atto di diffida e messa in mora che il Comune di Maglie ha fatto a febbraio nei confronti di Aqp e Regione Puglia».  

Quindi l’invito ai cittadini: «Continuiamo a controllare il territorio e continuate a segnalarmi tutto ciò che notate. Insieme ce la faremo!» conclude il Sindaco di Maglie.

Associazioni escluse

Forti le lamentele dei rappresentati dell’associazione “Città futura” e dei referenti del gruppo “Campagna aria pulita” per non essere stati invitati all’incontro.

«Peccato – scrivono questi ultimi – avremmo potuto fornire qualche informazione in più, avremmo potuto portare i dati delle fredde nottate di marzo con stufe, camini e caldaie accesi, ma stranamente con il particolato nella norma avremmo potuto raccontare quello che abbiamo ascoltato nelle piazze da 1.200 cittadini che hanno firmato l’esposto senza esitazione e avrebbero, senza esitazione, firmato nero su bianco una denuncia diretta contro chi inquina!» 

Laura Lubelli

Particolareggiata la testimonianza di Laura Lubelli di “Città futura”, che aveva espressamente chiesto di essere invitata al tavolo tecnico e che racconta la serata dell’1 febbraio scorso, “quando – scrive –  la sottoscritta insieme ad altri cittadini magliesi e muresi, è stata testimone oculare di quanto stava accadendo presso un impianto potenzialmente inquinante situato a Muro Leccese: sempre lo stesso impianto!!! Quella sera stessa abbiamo chiamato i Carabinieri della vicina stazione di Maglie e ci siamo recati presso la Guardia di Finanza che era purtroppo chiusa in tardo orario».  

Casili: “270mila euro dalla Regione per la gestione dei dati ambientali”

Cristian Casili

Si registrano anche gli interventi di due consiglieri regionali pentastellati: Cristian Casili e Antonio Trevisi. Il primo in un comunicato scrive: «È positivo che nell’incontro Arpa abbia messo al centro dell’attenzione la fonderia di alluminio di Muro Leccese e il depuratore di Maglie. Alla ripresa produttiva si farà bene ad effettuare rilievi al camino della fonderia. Basta con le scuse di roghi e camini, perché questi sono diffusi su tutto il nostro territorio. Essi sono sicuramente da considerare fattori cumulativi, ma devono essere determinate le vere cause di inquinamento». 

«Ho proposto e fatto stanziare dalla Regione 270mila euro – prosegue Casili – per realizzare e sviluppare sistemi informatici interoperabili per l’elaborazione e la gestione dei dati ambientali derivanti dalle attività di controllo di competenza di Arpa Puglia». Trevisi evidenzia l’importanza della collaborazione tra cittadini e istituzioni.

Ruggeri Service ribatte: “Parametri entro la soglia”

Non si è fatta attendere la reazione della Ruggeri Service spa (opificio nel territorio di Muro), che rende note “le risultanze dei rapporti di prova Arpa del 2019 effettuate sul camino dell’azienda”, la cui conclusione è la seguente: «I campioni Bianco di campo rispettano i requisiti della norma UNI EN 1948-1, tutti i parametri esaminati risultano inferiori ai rispettivi valori limite di emissione». Anche i “rapporti di prova delle sostanze odorigene effettuati nel 2020 escludono ogni immissione maleodorante”.

Di qui la conclusione  di Salvatore Ruggeri: «In data di oggi (23  aprile, ndr) mi sono recato presso la Stazione dei carabinieri di Maglie, dove ho presentato denuncia di querela per diffamazione nei confronti di chi attribuisce alla mia azienda la responsabilità per le emissioni odorigene asseritamente avvertibili in Maglie e per chi ha travisato strumentalmente il contenuto della riunione tenutasi con la presenza dell’Arpa il 21 aprile ultimo scorso».