Nardò – Il Sindaco Melone ci riprova e riscrive al prefetto di Lecce (cambiato nel frattempo) per invocare “iniziative opportune per contrastare i fenomeni di natura criminale, piccoli e grandi, che negli ultimi tempi stanno generando rabbia e preoccupazione in città”. La nota del primo cittadino questa volta è immediatamente successiva ad un episodio di violenza  avvenuto intorno alle 2 nella notte tra sabato e domenica scorsi.

Un giovane – Samuele Bitonti di 30 anni – era stato aggredito, percosso e poi colpito con un proiettile di pistola nella zona 167 della città (foto). Secondo gli inquirenti, lo scontro sarebbe stato originato da “affari” della microcriminalità. Bitonti, nonostante la ferita alla coscia sinistra, era stato in grado di raggiungere l’abitazione della sua fidanzata e con il suo aiuto, a consegnarsi alle cure dei sanitari della Guardia medica (ex ospedale). Prognosi finale: venti giorni.

Mellone ha preso così l’iniziativa di rivolgersi al prefetto Maria Teresa Cucinotta, “facendosi  interprete delle inquietudini di tanti cittadini – si legge in un comunicato del Comune – di fronte a una significativa recrudescenza di episodi: furti, atti di vandalismo, incendi di autovetture, aggressioni e, da ultimo, la gambizzazione di un uomo in zona 167”.

Giuseppe Mellone
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“Questo clima di insicurezza – insiste Mellone – si respira in città ormai da più di qualche anno e rischia di mutare le condizioni di tranquillità e vivibilità delle quali Nardò si è potuta vantare in passato. Per consolidare, viceversa, l’immagine di una città pericolosa e nella quale sia difficile vivere e investire”. “Non ho motivo di dubitare dell’impegno delle forze dell’ordine – conclude il Sindaco – ma è mio dovere rappresentarle le preoccupazioni che i continui episodi stimolano. Le sollecito, quindi, l’individuazione di mode e forme utili a favorire la percezione di sicurezza da parte dei cittadini e di iniziative opportune per contrastare i fenomeni criminali”.

Non è la prima volta che il capo dell’Amministrazione neretina lancia allarmi. A pochi mesi dall’insediamento (giugno 2016) scrisse la prima lettera al prefetto di Lecce su questo tema, con la richiesta di un aumento delle forze dell’ordine operanti sul territorio, accennando anche all’impiego eventuale dell’Esercito.

Agli inizi del 2018, davanti ad un altro episodio violento avvenuto in centro storico, nei pressi della chiesa del Carmine, ad opera di una cosiddetta “baby gang”, peraltro già identificata e denunciata dalla polizia (si trattava di due 18enni e un 19enne). Il Sindaco eslamò: “Fatto gravissimo, voglio il poliziotto di quartiere”.

I dati sui reati Ma si tratta di un senso di insicurezza legittimo ma solo come sensazione, appunto, oppure l’allarme si basa su dati reali? In ambito nazionale, ad esempio, al di là dei dati sensoriali, il numero dei reati è in calo in modo uniforme su tutto il territorio nazionale (come spesso fa notare il prefetto Gabrielli, Capo della polizia di Stato). Nardò è in controtendenza?

Risposte ufficiali, ovviamente, non ce ne sono. Le forze di polizia hanno i loro canali ufficiali di comunicazione. Da un giro di contatti diretti ed ufficiosi però si ricava questo quadro: rapine e reati alla persona sono in netto calo; i furti sono in leggero calo: “Al massimo abbiamo un andamento in linea con gli anni passati, ma nessun aumento”, dice una fonte. Insomma cinque furti in abitazioni nelle marine raggruppati casualmente in un periodo piuttosto breve non sono un indice da allarme rosso.

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