“Si torni a indagare sulla scomparsa di Mauro Romano”: in Procura la richiesta della famiglia. Il caso delle ossa ritrovate

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Racale – Nei giorni scorsi è stata richiesta in Procura la riapertura delle indagini sul caso della scomparsa di Mauro Romano. Un corposo dossier è stato depositato dall’avvocato barese Antonio La Scala, il legale della famiglia che da 42 anni insegue la verità sulla vicenda che presenta molti lati oscuri.

La 75enne Bianca Colaianni, madre di Mauro, ha riportato il caso all’attenzione nazionale anche nel corso del programma di Rai Uno “Storie Italiane”.

Le ossa ritrovate

Di Mauro non si hanno più notizie dal 21 giugno del 1977, quando il piccolo di appena sei anni stava giocando per strada con alcuni amici. Al momento non si sa quanto possa risultare utile alle indagini il ritrovamento di alcune ossa, a quanto pare di piccole dimensioni, avvenuto nei giorni scorsi in una località della zona. Solo un’atroce sospetto, allo stato attuale, che possa trattarsi di resti umani.

Un paio di mesi fa un’ispezione simile avvenne in una zona periferica di Taviano, senza alcun risultato di rilievo anche a causa delle avverse condizioni atmosferiche.

Le accuse di pedofilia 

La scomparsa di Mauro Romano è ritornata d’attualità, a distanza di oltre quattro decenni, grazie ad un indagine per pedofilia che riguarda un 70enne di Taviano, lo stesso uomo a suo tempo condannato a quattro anni e otto mesi per tentata estorsione proprio in relazione proprio alla vicenda del piccolo di Racale. Fu lui, come appurato nel corso del processo, il telefonista anonimo che tormentò la famiglia Romano promettendo rilevazioni importanti in cambio di denaro.