“Si alle piste ciclabili, purché sicure”. A Nardò “Italia viva” contesta i percorsi nel centro e quelli per il mare

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Nardò – Opere pubbliche “contestate” a Nardò. È Rino Dell’Anna dal coordinamento cittadino di “Italia viva” ad intervenire per segnalare  come “la rete dei percorsi ciclabili realizzata nel centro urbano di Nardò, finanziata interamente con le risorse comunitarie dell’Azione 4.4 del Por Puglia Fesr – Fse 2014/2020 e la pista ciclabile in corso di realizzazione lungo la strada provinciale S. Caterina – S. Maria al Bagno non rispondono a quanto stabilisce il decreto 557/99 del Ministero dei Lavori pubblici».

Dell’Anna contesta le procedure adottate dal Comune sulla base delle “finalità e dei criteri” che tale tipo di progettazione dove rispettare circa la “sicurezza e la sostenibilità ambientale della mobilità, anche alla luce dei diversi incidenti stradali che si stanno verificando lungo i viali interessati dalle piste ciclabili e dei disagi che i cittadini ogni giorno registrano e per quelli  si ipotizzano  lungo la strada provinciale Santa Caterina -Santa Maria al Bagno”.

Il Piano urbano traffico

«Essendo il Comune di Nardò tenuto alla predisposizione del Piano urbano del traffico, il piano della rete ciclabile, essendo un piano di settore, deve inserirlo in maniera organica, all’interno del Put, secondo le indicazioni delle direttive ministeriali del 24 giugno 1995».

«Si sarebbe dovuto realizzare un percorso ciclabile in grado di privilegiare un qualificato itinerario turistico e precisamente quello che collega il centro urbano di Nardò al Parco di Porto Selvaggio puntando – conclude Dell’Anna – ad esaltare l’attrattività dei numerosi insediamenti rurali agroturistici ed il fascino delle ville storiche disseminati lungo le strade che attraversando le Cenate conducono verso il mare».