DIRITTI A SUDANGELO CLEOPAZZONardò. Sfruttazero 2016, parte anche quest’anno la lavorazione dei terreni per la piantagione di pomodori e la produzione di salsa di pomodoro biologica e legalitaria. L’idea, nata nel 2015 con altre realtà associative meridionali, è sempre dell’associazione neretina “Diritti a Sud”. Promuovere una filiera pulita del pomodoro, dalla semina alla trasformazione, tra pomodoro di alta qualità e nessuno sfruttamento dei lavoratori: questa la nuova campagna (in tutti i sensi), cominciata lo scorso 9 gennaio, del sodalizio presieduto da Rosa Vaglio. «Per il 2016 – raccontano i volontari Angelo Cleopazzo (foto), Danio Aloisi e Andrea Cecchini – vogliamo raccogliere molti quintali in più di pomodori rispetto all’anno scorso. Adesso stiamo lavorando in un terreno in zona “Scraceta”, nei pressi del cimitero».

Altra novità è l’apertura verso nuove produzioni. «Siamo partiti con la salsa di pomodoro – raccontano i volontari – passando poi alle marmellate e all’olio. Alcuni privati ci hanno concesso l’utilizzo dei loro terreni: uno nei pressi di Portoselvaggio; uno in contrada Arene-Serrazze, uno sulla Porto Cesareo-Avetrana e uno tra Nardò e Galatone. In cambio abbiamo dato loro parte dell’olio ricavato. Sono stati prodotti 8 quintali di olio extravergine, tre per loro e cinque sono in vendita. Ne abbiamo già imbottigliati 200 litri, acquistabili presso il circolo Arci e la bottega solidale “Koine” di via Duomo».

A lavorare la terra sono volontari, disoccupati, studenti e migranti. Negli ultimi mesi le grandi imprese si sono accorte di questo marchio. «Abbiamo ricevuto contatti dalla grande distribuzione – svelano – e da catene di supermercati. Li abbiamo rifiutati. La grande distribuzione fa leva sullo sfruttamento della manodopera. Al consumatore ci arriviamo tramite Internet, i Gas (Gruppi d’acquisto solidale) e i mercatini equi e solidali».

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