Sfregio alla chiesa di Baia verde: telefonata dell’autore “di quel brutto fatto”. La lettera aperta del parroco ai ragazzi della movida

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Don Salvatore Leopizzi

Gallipoli – Ha avuto un seguito inatteso il gesto vandalico compiuto ai danni dell’acquasantera della chiesa della Baia verde di Gallipoli nei giorni scorsi. Lo racconta (insieme a  molto altro) il parroco di Sant’Antonio e della Baia verde, don Salvatore Leopizzi, con questa “lettera aperta ad un ragazzo della movida”, invitato a tornare qui.

Ciao, ti scrivo da Gallipoli, luogo della tua vacanza estiva. Non ti conosco personalmente ma l’altro giorno tu mi hai chiamato al cellulare e, presentandoti, mi hai detto di essere il ragazzo di quel “brutto fatto” accaduto alla Baia Verde.

Hai voluto chiedere scusa a me e alla comunità per il danno da te arrecato, in un momento di incontrollata euforia, distruggendo l’acquasantiera di quella chiesa all’aperto che, d’estate, per tanti vacanzieri e residenti è un’oasi di preghiera e di ristoro spirituale.

Mi hai detto di essere “amaramente pentito” per un gesto compiuto quando eri privo di lucidità e di consapevolezza. Avevi infatti bevuto troppo. E l’alcol purtroppo, ora lo sai, fa proprio brutti scherzi. Poi, passata la sbornia, ti sei sentito male e in colpa perché non avresti mai pensato di essere capace di un’azione così esecrabile.

Non ho pietre di condanna da lanciarti e penso che nessuno possa sentirsi così innocente da arrogarsi il diritto di scagliare i sassi volgari dell’insulto e del disprezzo.

Caro ragazzo (il cui nome custodisco nel mio cuore), più che il valore materiale della suppellettile mandata in frantumi, a me importa il valore ben più prezioso e immenso della tua giovane vita.

Un’acquasantiera si chiama così perché custodisce per i fedeli (in tempi no-covid) l’acqua santa che simbolicamente richiama la vita nuova ricevuta in germe nel Battesimo.

Una vita che ci spinge a cercare sempre la bontà, la purezza, la luce di cui il nostro animo ha sempre  estremo bisogno. Sono doni che, se lo vogliamo, Gesù è sempre pronto a offrirci con sorprendente abbondanza. La tua persona invece, e ciò vale per ciascuno di noi, custodisce un’acqua ancora più santa e più nobile, quella fatta di pensieri, sentimenti, sogni e progetti capaci di conferire alla nostra umanità il fascino del vero tesoro, l’ebbrezza di una grande avventura e il brivido di un’ irripetibile scommessa.

Spesso, purtroppo, quest’acqua, sana e sanificante, la cui sorgente profonda è nel mistero della nostra coscienza, può intorbidirsi e inquinarsi. Può essere infettata da virus malefici che circolano liberamente e indisturbati nell’ambiente e si annidano sempre attorno al nostro “IO” quando si isola dagli altri e si chiude in se stesso.

Sono i virus dell’indifferenza, del menefreghismo, dell’intolleranza, della violenza, della noia, dell’autolesionismo, dell’irresponsabilità… Sono tutti nemici giurati della nostra dignità e della nostra felicità. Per difenderci c’è solo un efficace e insostituibile vaccino, assolutamente gratuito e alla portata di tutti. È il vaccino dell’amore reciproco, del prendersi cura l’uno dell’altro.

È l’antidoto sicuro per prevenire e curare ogni genere di ferite e di malattie morali, sociali e culturali. Vaccino che si assume educandosi ogni giorno a tessere relazioni con i fili d’oro della solidarietà, del servizio, del rispetto, della consapevolezza, della cittadinanza attiva e responsabile. Per tutti gli uomini di buona volontà, questo si può riassumere nella parola Fraternità.

Coltivate l’arte, la bellezza, la musica, la danza, la poesia, il rapporto con l’altro, l’eleganza della vostra persona” diceva parlando ai giovani un loro – e mio – grande amico, don Tonino Bello.

Ora, carissimo fratello giovane, come tanti altri ragazzi, potrai cogliere anche tu, ne sono certo, il male compiuto come un’opportunità di bene. Puoi far diventare quel danneggiamento, che ha ferito la nostra gente ma ha ferito certamente pure la tua anima, occasione propizia di un miglioramento personale verso la tua progressiva e integrale maturità.

Scegli la strada impegnativa della libertà che sempre, quando è autentica, fa rima con responsabilità. Gli agenti di Polizia hanno fatto coscienziosamente e con grande sensibilità umana la loro parte venendoti a trovare.

A loro e a me hai già dichiarato di essere pronto a pagare le giuste conseguenze del tuo atto sconsiderato. Ora tocca a te proseguire e andare avanti, con il necessario e doveroso supporto delle Istituzioni, fidandoti di tutti coloro che ti vogliono davvero bene. Nell’ elenco di queste persone, se vuoi, da oggi, puoi inserire anche me.

In attesa di poterti incontrare personalmente, ti faccio un grande augurio di felicità, assicurando a te e a tutti i ragazzi come te il mio quotidiano ricordo nella preghiera.

Gallipoli, 6 settembre 2020