Sessantadue innesti di Leccino e l’ulivo millenario di Lecce torna a vivere. Era sotto attacco da Xylella: c’è speranza

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Gagliano del Capo – L’8 marzo scorso, giornata di mobilitazione per gli ulivi salentini e contro l’epidemia da Xylella fastidiosa, quel tronco e ciò che restava della chioma erano stati sottoposti a 62 innesti nel tentativo di salvare quel testimone che campeggia su piazza sant’Oronzo a Lecce.

Il tentativo, condotto dall’agronomo Giovanni Melcarne di Gagliano del Capo, produttore olivicolo e presidente del Dop Terra d’Otranto, a  distanza di quasi meno di nove mesi può dirsi riuscito, anche se con tutte le cautele del caso.

Come si è proceduto nel marzo scorso

Vivi, vegeti e rigogliosi gli innesti sull’ulivo millenario di piazza sant’Oronzo a Lecce, effettuati l’8 marzo scorso, dove gli innesti sono ben evidenti tra i ricacci della pianta madre e alcuni superano già l’altezza di 1 metro”: così ne parla Coldiretti Puglia in una nota, che interpreta l’accaduto come “segno di speranza per l’evoluzione degli innesti sull’ulivo affetto da Xylella e sintomatico”, come accertato dai campionamenti effettuati dal Servizio fitosanitario regionale.

“Gli unici problemi di attecchimento – afferma il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele – si sono verificati in alto e sul lato destro della pianta, come previsto e anticipato lo stesso giorno dell’innesto, in quanto la branca risultava seriamente compromessa da Xylella”.

Le analisi positive e l’intervento

I funzionari del Servizio fitosanitario, distaccamento di Lecce, hanno effettuato i campionamenti e le analisi, eseguite dal laboratorio accreditato del Consiglio nazionale delle ricerche, che hanno dato esito positivo. Poi addetti incaricati dal Comune di Lecce ha capitozzato tutte le branche, ha provveduto alla pulizia dei rami e l’agronomo  Melcarne ha effettuato i 62 innesti della varietà Leccino.

Giovanni Melcarne

In mancanza di cure per salvare il patrimonio monumentale della Puglia – dice dal canto suo Melcarne, da almeno tre anni impegnato su questo versante – l’unica speranza è innestare gli ulivi con varietà resistenti. È bene precisare che al momento è solo una speranza, confortata da alcune evidenze empiriche emerse da tre anni di sperimentazione sugli innesti ed emerse da alcune piante innestare da molti anni sul territorio salentino”.

Una segnalazione per l’Unione europea

L’innesto è una pratica agronomica reversibile che ci consente di avere una chance per tutelare i nostri alberi monumentali”, conclude l’agronomo. “E’ necessario che la Regione Puglia chieda all’Ue l’autorizzazione ad effettuare la pratica agronomica per salvare gli ulivi monumentali; in caso contrario – è il commento finale di Coldiretti Puglia – innesti e sovrainnesti non saranno finanziabili con il piano di rigenerazione del Salento”.