“Sentinella, quanto resta della notte?”, Giancarlo Piccinni ricorda don Tonino Bello a 27 anni dalla morte

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Il 20 aprile del 1993 moriva a Molfetta, dove’era vescovo, mons. Tonino Bello; il 20 aprile del 2018 Papa Francesco ha sostato in preghiera sulla sua tomba ad Alessano. “Don Tonino”, ex presidente di Pax Christi,  viene oggi ricordato, in piena emergenza Coronavirus, a 27 anni dalla sua morte e a due dalla memorabile visita del pontefice, da Giancarlo Piccinni, uno dei suoi “figli prediletti”, primario di Cardiologia al “Sacro Cuore” di Gallipoli e presidente della Fondazione Don Tonino Bello.

Vorremmo chiedergli: Sentinella, quanto resta della notte? Perché siamo nella notte: ogni 24 ore muore nel silenzio una comunità di 600/700 persone ma diciamo che “andrà tutto bene”: la parola, le parole, sono sottoposte ad uno svuotamento di senso con la separazione tra significato e significante e tutto ciò diventa spia di quella crisi economica, ecologica e di civiltà che caratterizza i nostri giorni.

È notte anche perché facciamo fatica ad individuare il vero pericolo. È un virus e siamo all’opera per trovare farmaci o vaccini per renderlo inoffensivo. E speriamo di bruciare i tempi. Ma ci sfugge che dobbiamo individuare le cause (le cause della causa, cioè) che hanno permesso a questo virus di diventare letale per l’uomo, ed evitare così nuove pandemie. Gli scienziati ci dicono che le devastazioni del nostro pianeta sono una delle cause della pandemia. La crisi ecologica dunque al centro di tutto e con essa l’enciclica Laudato si’.

Ma questa enciclica non nasce dal nulla. C’è alle spalle il lavoro e lo studio di tanti studiosi, scienziati e pastori, che hanno aperto la strada. E tra questi c’è anche don Tonino Bello che nel 1989, alla vigilia dell’Assemblea Ecumenica di Basilea centrò la sua riflessione su “Giustizia, pace e salvaguardia del creato”. Non fu percepita da tutti l’importanza di quel messaggio del Presidente di Pax Christi, che a molti risultò troppo politico, poco teologico e soprattutto poco opportuno. (Lui aveva il passo troppo lungo e noi si stentava a tenergli dietro, appunto).

Una conversione ecologica di tutto il genere umano ascoltando di più gli scienziati e quanti con competenza hanno a cuore le sorti dell’umanità. Già negli anni ’70 del secolo scorso si affermava che inquinamento e impoverimento delle risorse ambientali avrebbero provocato conflitti, malattie ed epidemie nel mondo. Nel 2012 Quammen pubblica il libro “Spillover” dopo aver ascoltato le parole di diversi esperti e descrive una possibile catastrofe pandemica.

In un rapporto della Banca Mondiale del settembre 2019 si legge che dopo Sars, Ebola e Mers una pandemia è prevedibile. Luigi Ferrajoli in una recente intervista dice che nulla è stato fatto a livello mondiale per fronteggiare la stessa: in vista delle guerre si costruiscono bunker, si preparano gli eserciti e le armi con enormi investimenti economici, qui siamo arrivati senza posti letto, mascherine, tamponi, respiratori! Forse perchè ci prepariamo solo alla guerra! Eppure la pandemia per definizione coinvolge il mondo, è una sfida globale.

È sconcertante l’inerzia degli Stati e il loro silenzio intorno alla catastrofi umanitarie, alle guerre e alle minacce di disastri ecologici dai quali fuggono masse di migranti. Le stesse politiche sanitarie necessiterebbero di un respiro globale: i diversi Paesi stanno adottando provvedimenti differenti per fronteggiare un comune nemico (esiste tra l’altro una organizzazione mondiale della sanità).

Il cambiamento d’epoca richiede un nuovo modo di pensare e di agire. Non possiamo affrontare il domani con schemi e pensiero che appartengono al passato ed è questo il motivo per il quale condividiamo la visione di chi crede oggi necessario rifondare il diritto internazionale a garanzia della pace ( affidando all’Onu il monopolio internazionale della forza con lo scioglimento degli eserciti nazionali e la messa al bando delle armi), dei diritti umani (alla salute, all’istruzione e alla sussistenza), dei beni comuni ( tramite l’istituzione di demani sovranazionali contro le devastazioni ambientali). Tutto sta cambiando anzi è già cambiato!”.

Giancarlo Piccinni

Presidente Fondazione don Tonino Bello