Secondo tampone negativo: resta sospeso il rischio focolaio nell’ospedale di Gallipoli. Si farà un terzo test sulla ricoverata risultata contagiata al primo esame

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Gallipoli – Tiene col fiato sospeso l’evoluzione del caso della donna risultata positiva al tampone sul Coronavirus effettuato il 2 e reso noto il 3 maggio scorso mentre l’interessata era ricoverata all’ospedale di Gallipoli. In tarda serata il secondo tampone di conferma è risultato negativo per cui si procederà con un terzo test.

La notizia è venuta dai parenti della donna, una 73enne di Galatone, ospite di una residenza sociosanitaria assistita di Seclì. Ieri anche gli operatori sanitari della casa pet anziani spno stati sottoposti a prelievo laringeo, al pari della paziente che al “Sacro Cuore” aveva condiviso la stanza con l’anziana di Galatone. Il risultato di quest’ultimo tampone è risultato negativo.

La comunicazione da parenti e Sindaco di Seclì

Dello stesso tenore la comunicazione del Sindaco di Seclì, che ha informato via facebook che “a seguito di ulteriori accertamenti avvenuti in queste ore l’Autorità sanitaria ha smentito la positività della persona che nei giorni scorsi era risultata positiva al primo tampone”. “Ad oggi, inoltre, non risultano altri casi di contagio accertati sull’intero territorio comunale. Sono già state poste in campo comunque – rassicura il Sindaco – tutte le misure preventive necessarie”.

La paura di un nuovo focolaio nello stesso reparto al centro del precedente di metà marzo scorso, Medicina generale, ha comunque reso tesa e convulsa la giornata appena trascorsa. Il Sindaco di Gallipoli Stefano Minerva e il presidente della commissione consiliare Vincenzo Piro avevano inviato una dettagliata ricostruzione dei fatti articolati in otto domande al direttore sanitario dell’ospedale, Egidio Dell’Angelo custode (di Nardò) e per conoscenza al direttore generale e al direttore sanitario dell’Asl Lecce.

Quanto accaduto secondo il direttore sanitario

A stretto giro di posta aveva risposto il dottor Dell’Angelo custode che tra l’altro auspica che “informazioni distorte e infamanti vengano opportunamente vagliate dall’Autorità giudiziaria, facendo intravedere gravissime violazioni del segreto professionale e comprovando, qualora confermate, evidenti lacune culturali scientifiche”.

In un passaggio della risposta sollecitata dal Sindaco di Gallipoli, il direttore sanitario del “Sacro Cuore” scrive che nella paziente giunta in ospedale alle 20,30 del 30 aprile “non risultavano esserci né riscontri clinici né strumentali riconducibili a Covid-19”.