Scuole riaperte con l’opzione “Didattica a distanza”: Il Tar dà ragione al presidente Emiliano

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Gallipoli – Le scuole elementari e medie di Puglia restano aperte ma le famiglie possono sempre chiedere la didattica a distanza: la conferma di quanto deciso dal presidente della Regione Michele Emiliano, con ordinanza dello scorso 6 novembre, giunge ora dal Tar di Bari che, con ordinanza cautelare, ha respinto il ricorso del Codacons Lecce e di due gruppi di genitori salentini, spiegando che l’ordinanza contro cui avevano fatto causa (quella del 28 ottobre) è stata di fatto superata dal Dpcm del 3 novembre e pure dall’ordinanza regionale del 6 novembre.

Nella sua decisione, il presidente della Terza sezione del Tar, Orazio Ciliberti, spiega che l’ultimo provvedimento di Emiliano “non è stato oggetto di specifica contestazione con motivi di ricorso aggiunti, quindi non è stato messo in discussione”. Al momento, dunque, l’ordinanza con la quale Emiliano apre all’opzione della presenza o della didattica a distanza resta valida sino al 3 dicembre, lasciando alle singole famiglie la decisione sul da farsi.

“Il Dpcm può essere derogato”

Soddisfatto il presidente, che afferma: «Con questa ordinanza è infatti consentito, su richiesta delle famiglie, di contemperare il diritto allo studio con il diritto alla salute degli studenti e delle loro famiglie. La scuola deve mettere a disposizione di tutti gli alunni la Dad, per rispettare il diritto di chi ne fa richiesta».

Emiliano precisa, inoltre, come dal Tar sia pure arrivata la conferma che “il Dpcm può essere derogato dai presidenti di Regione con provvedimenti più restrittivi”. «Il Tar non ha affatto intaccato la legittimità della precedente ordinanza (la 407) avendone rilevato esclusivamente la sopravvenuta inefficacia perché emanata prima dell’ultimo Dpcm. La questione è puramente tecnica. La Regione Puglia, anche dopo l’emanazione del nuovo Dpcm, mantiene pieno il potere di tutelare la salute pubblica con provvedimenti temporanei che possano riguardare anche la scuola, come ha già fatto in concreto con l’ordinanza 413 attualmente vigente».