Scuole e trasporti in affanno: in Puglia torna la didattica a distanza almeno fino al 13 novembre. Anti Covid

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Gallipoli – Da lunedì 26 ottobre gli studenti degli ultimi tre anni delle superiori faranno lezione “a distanza” in modalità telematica. Lo prevede l’ordinanza n. 397 emanata quest’oggi da Michele Emiliano, facendo seguito alla lettera inviata ieri dal neo-eletto presidente della Regione al Governo con l’espressa richiesta di adottare con urgenza “forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica”.

Emiliano ha dunque anticipato i tempi dopo aver preso posizione sul tema del sovraffollamento dei mezzi di trasporto, intasati dagli studenti pendolari che ogni mattina raggiungono i propri istituti scolastici. La data-chiave è quella del 13 novembre, termine entro il quale si attende l’adozione delle misure previste dal dpcm del 18 ottobre scorso (quello presentato dal premier Conte domenica sera) sulla “riorganizzazione dell’attività didattica e la rimodulazione degli orari d’ingresso e di uscita degli alunni”.

Situazione in evoluzione

Ma la situazione è in continua evoluzione, legata ovviamente al progredire della curva di contagio, tanto che l’ordinanza di Emiliano fa salve “le ulteriori valutazioni che il competente Dipartimento della salute potrà effettuare alla luce dell’evolversi della situazione epidemiologica e all’esito dell’analisi dell’impatto delle misure attualmente vigenti per fronteggiare l’emergenza”.

La decisione è giunta al termine del “tavolo” di coordinamento convocato da Anna Cammalleri, direttrice dell’Ufficio scolastico regionale cui hanno preso parte oltre a Emiliano anche gli assessori Lopalco (sanità), Leo (istruzione) e Giannini (trasporti). L’ordinanza, inoltre, raccomanda “fortemente” i datori di lavoro pubblici e privati (con esclusione del personale socio-sanitario impegnato in attività connesse all’emergenza o in servizi pubblici essenziali)a “utilizzare o incrementare il lavoro agile e differenziare l’orario di servizio del personale in presenza”.

Le “tratte” da potenziare

«Stiamo chiedendo alle scuole un sacrificio particolare – scrive Emiliano – quello di individuare quali sono le linee di trasporto che, secondo il giudizio dei ragazzi, delle famiglie e delle scuole stesse, sono sovraccariche e quindi hanno bisogno del disallineamento degli orari”: la data-chiave è quella del 13 novembre, entro la quale Regioni, sindacati e Scuole puntano a “disallineare gli orari di ingresso e uscita nelle scuole, passaggio necessario per riorganizzare il trasporto con i vettori e risolvere la questione delle linee sovraccariche”.

Nelle scorse settimane sul tema si erano fatte sentire tutte le categorie coinvolte: già a inizio ottobre l’Unione degli studenti Puglia parlava di “tantissimi studenti e studentesse nella nostra regione che dal 24 settembre non sono riusciti a salire su nessun mezzo poiché eccessivamente sovraffollato o poiché il numero di corse presenti non era bastevole per tutti gli utenti”.

Le esigenze degli studenti

Gli studenti mettono però in guardia: «L’orario scolastico può essere flessibile solo se tiene conto delle esigenze di docenti e studenti: deve essere garantito il tempo libero, il diritto alla disconnessione e tutte le tutele per chi sta anche in percorsi lavorativi». Anche i sindacati dopo il nuovo aumento dei casi da coronavirus avevano invocato una “rimodulazione del trasporto pubblico”, mentre sui social virali sono diventate le foto dei bus sovraffollati con gli studenti accalcati alle fermate. Anche diversi Sindaci salentini hanno sollecitato interventi per potenziare i collegamenti da e per le città sedi degli istituti superiori, ovvero Gallipoli, Casarano, Nardò, Tricase, Maglie, Galatina e Lecce.

«Il provvedimento – sottolinea il Presidente – è rivolto ai ragazzi più grandi, che conoscono i professori e sono tra di loro già in rapporto di amicizia, quelli che peraltro impegnano di più il trasporto scolastico e che, contemporaneamente, vivono di più nella società. Tenere a casa 120mila pugliesi in questo momento significa anche abbassare e rallentare il numero dei contagi».