Scuola, taglio del nastro per la sezione primavera a Gemini (Ugento)

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Da sinistra l’assessore Meli, Filomena Giannelli, Elisa Rizzo, il Sindaco Lecci, Roberta Manco, Luca Bleve e Gianluca Cairo

Gemini (Ugento) – Anche i bambini di Gemini avranno la loro sezione primavera: il taglio del nastro c’è stato nella mattinata di venerdì 20 dicembre presso l’edificio scolastico di via Monteverde, che già ospita classi della scuola materna e media.

All’inaugurazione hanno presenziato il Sindaco Massimo Lecci, gli assessori ai Lavori pubblici Alessio Meli e alla Pubblica istruzione Maria Venere Grasso, la reggente dell’Istituto comprensivo di Ugento nell’anno scolastico 2018/2019 Filomena Giannelli e l’attuale dirigente Roberta Manco. Con loro c’erano anche la presidente del Consiglio d’Istituto Elisa Rizzo; Luca Bleve e Gianluca Cairo, membri del Consiglio d’Istituto.

Una risposta alle richieste dei genitori

Il progetto che ha portato all’attivazione della sezione primavera a Gemini è stato avviato a seguito di un’istanza avanzata nel marzo 2019 dalla reggente Giannelli, che chiedeva l’attivazione di questa sezione per venire incontro alle esigenze espresse dai genitori e per incrementare la popolazione scolastica nella frazione di Ugento, scongiurando la chiusura del plesso di via Monteverde.

L’Amministrazione comunale, che fra i propri obiettivi programmatici prevedeva già azioni volte a favorire il diritto all’istruzione e allo studio, ha accolto quell’istanza finanziando i lavori per l’adeguamento dello stabile.

Al centro l’assessore Grasso

“L’attivazione di questa sezione primavera – commenta l’assessore Meli – è un servizio importante non solo per Gemini, ma anche per tutta la popolazione di Ugento e delle sue marine. Come Amministrazione ci riteniamo soddisfatti di questo progetto realizzato e continueremo a lavorare per garantire il meglio ai bambini della nostra comunità, che rappresentano il futuro”.

Il costo dei lavori

Per l’attivazione della sezione primavera a Gemini sono stati stanziati 12mila euro provenienti da fondi del Comune e impiegati per l’adeguamento degli impianti e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Altri 30mila euro, che il Comune ha anticipato per le spese di avvio del servizio ma che verranno poi coperti dalla Regione, sono invece destinati all’acquisto di arredi (cullette, fasciatoi, seggioloni, tavoli e sedie), alla retribuzione del personale e alle spese per le consulenze tecniche.