Scuola e Covid, Lopalco anticipa: “La Primaria potrebbe ripartire”. Emiliano chiarisce: “Mini classi già possibili per i ragazzi con bisogni educativi speciali”

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Gallipoli – Novità in vista circa la possibile riapertura delle scuole in Puglia. Almeno alcune classi della Primaria potrebbero ripartire a frequentare “in presenza”: ad anticiparlo (a Sky Tg24) è stato l’assessore regionale alla Salute Pier Luigi Lopalco. Si tratta di un’ipotesi allo studio, ma occorre sempre tenere sotto controlli la curva del contagio. Che per ora sale.
A tenere banco resta sempre la polemica sull’ordinanza con la quale il presidente della Regione Michele Emiliano ha disposto la sola didattica a distanza, dal 30 ottobre sino al 24 novembre, per la scuola dell’obbligo (con eccezione delle materne e di parte della didattica speciale e di laboratorio), in seguito alla crescita esponenziale dei contagi anche in Puglia e nel mondo scolastico. Di ieri la secca presa di posizione della ministra Azzolina che ha chiesto senza mezzi termini la riapertura delle scuole. Contrariata dal provvedimento di Emiliano è anche la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale della Puglia, Anna Cammalleri, la quale ha confermato di non essere stata coinvolta: «Il provvedimento è stato preso in totale autonomia dalla Regione». Di oggi è la nota inviata in Regione dal sindaco di Taviano Giuseppe Tanisi per chiedere la riapertura.

A stupire molti è stata l’escalation di decisioni della Regione, passando in rapida sequenza dallo stop per i ragazzi del triennio delle superiori, alla didattica a distanza per tutti almeno sino al 75% delle lezioni sino alla Dad per tutti (sino al 24 novembre). Ma è Lopalco a spiegare, rispondendo alla ministra Azzolina, l’urgenza delle decisioni, dettate dal ritmo di crescita esponenziale “estremamente preoccupante” dei contagi.

«Dai 6 ai 18 anni noi abbiamo registrato nell’ultima settimana più di 1000 casi – dice Lopalco –  l’11% sul totale dei positivi, questo significa che all’inizio, prima dell’apertura, questa fascia d’età rappresentava solo il 6% dei casi totali ora l’11%. La proporzione è raddoppiata e l’andamento ci stava spaventando».

“Fermare la crescita dei contagi prima che sia incontrollabile”

Lopalco, oltre a smentire l’ipotesi di un’ipotesi di lockdown “generazionale” per gli anziani, spiega come l’aumento della proporzione di casi tra i giovani abbia coinciso con la riapertura delle scuole, “essendo la scuola un aggregatore sociale, a prescindere se il contagio avvenga nelle aule o al di fuori di esse, rappresenta comunque un fattore facilitante per la diffusione del virus”.
«Quando in una epidemia come questa si osserva una curva in crescita – afferma Lopalco –  non ci si può permettere il rischio che tale crescita diventi incontrollabile. Bisogna intervenire precocemente con misure tempestive. Più tempestive sono le misure, minore potrebbe essere la durata delle stesse. È per questo motivo che noi monitoreremo la situazione costantemente e rivedremo la misura settimanalmente».

“Per 34 studenti positivi, 840 sono in isolamento”

 Scrivendo ieri su Facebook, l’assessore alla Sanità parlava di 1.121 casi di positività tra i banchi dalla riapertura delle scuole fra la popolazione di età 6-18 anni, corrispondenti all’11% dei casi totali. Percentuale che era del 6% nella settimana dal 17 al 22 settembre e dell’8% nella prima settimana di apertura della scuola.
Ma i problemi sono anche per l'”impatto” sul servizio sanitario causato dal numero dei contagi. Soltanto nella Asl di Lecce, che resta la meno colpita in Puglia, a fronte di 34 studenti positivi sono al momento in isolamento domiciliare 840 studenti.
«Ogni volta che si sviluppa un caso di positività nella comunità scolastica, si avvia una macchina sanitaria imponente per isolare i casi e i loro contatti, eseguire i tamponi a tutti ed avviare la indagine epidemiologica in ogni caso secondario che dovesse risultare positivo. A questo carico di lavoro per gli addetti al tracciamento, che rischia di ingolfare un’attività cardine per il controllo dell’epidemia, si aggiunge l’enorme numero di richieste di certificazioni (spesso accompagnate dalla richiesta contestuale di inutili tamponi) di cui sono inondati i pediatri di famiglia».

La prostesta

Quest’oggi, intanto, davanti a molte scuole c’è stata la protesta (un flashmob assolutamente pacifico) dei genitori promossa dal comitato “La scuola non si chiude -scuole diffuse in Puglia” davanti ai cancelli delle scuole primaria e secondaria di Puglia (nella foto a Presicce-Acquarica).
Le proposte e il “chiarimento” della Regione 
Le difficoltà di molti genitori nel conciliare didattica a distanza e lavoro vengono segnalate anche dal senatore del Pd Dario Stefàno (di Scorrano) il quale propone una deroga al provvedimento regionale, ricordando però “che oggi in Puglia i contagi sono cinque volte quelli di marzo e le proiezioni parlano del rischio di un aumento esponenziale dei ricoverati e dei decessi”. La sua proposta è quella di consentire “una parziale e speciale didattica in presenza per coloro che si trovano in specifiche situazioni di difficoltà organizzative e familiari”, insieme ad una ” migliore e più tempestiva organizzazione del trasporto”.

La Provincia di Lecce conferma, poi, la disponibilità a garantire la didattica in presenza per i 218 studenti con disabilità cui l’Ente prevede servizi di assistenza specialistica, fatti salvi anche in questo periodo di prescritta didattica a distanza. In tal senso il presidente Stefano Minerva ha indirizzato una nota ai dirigenti degli Istituti superiori del Salento. I destinatari dei servizi sono ragazzi audiolesi (40) e videolesi (45), assistiti da 85 assistenti alla comunicazione. Ci sono poi altri 196 utenti bisognosi di assistenza specialistica, ai quali si dedicano 150 operatori (tra educatori e Oss). Inoltre, dei 281 casi totali, oltre 100 usufruiscono anche del trasporto scolastico dedicato.

Intanto dalla Regione è arrivato un “chiarimento” proprio in ordine alla possibilità di affiancare dei compagni ai ragazzi con “bisogni educativi speciali” (Bes), al fine di garantire una “reale integrazione”. La composizione del “gruppo classe” non potrà essere superiore al 25% del nucleo originario della stessa classe stessa.