“Scavi d’Ateneo”, l’Università di Lecce mette in mostra (per ora on line) anche i ritrovamenti di Nardò, Muro Leccese e Vaste (Poggiardo)

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Lecce – Si chiama “Scavi d’Ateneo” la mostra che per ora – causa covid – non potrà essere allestita dal vivo e viene dunque inaugurata online (visitabile in italiano e in inglese al link https://unisalento.it/mostrascavi2021). Il numero uno dell’Università leccese Fabio Pollice sottolinea: «Gli instancabili impegno e passione profusi dai nostri ricercatori e dai numerosi studenti che vi vengono coinvolti».

Sono ben 15 i siti italiani e stranieri interessati dalle ricerche dei pool scientifici salentini: oltre ad Egitto, Iran, Malta e Turchia, c’è la presenza di numerosi punti d’interesse salentini. Gli scavi dell’area archeologica di Cavallino sono stati seguiti dalla professoressa Grazia Semeraro, quelli al Carlo V di Lecce dal professor Paul Arthur. Punti d’interesse anche Roca Vecchia (Melendugno), con il professor Riccardo Guglielmino a guidare i lavori sulla “chiesa tardomedievale al centro della penisola, l’estremità settentrionale delle fortificazioni protostoriche e un lembo della necropoli messapica posta a Sud della Grotta della Poesia”, e Vernole (Acquarica di Lecce, località “Pozzo seccato”) con il progetto curato dalla professoressa Katia Mannino.

Scavi a Muro Leccese, Nardò e Vaste 

Coordinamento affidato al dottor Francesco Meo a Muro Leccese, il cui lavoro “sta portando alla luce quello che è finora il più grande edificio residenziale locale di età arcaica, costituito da una serie di ambienti che si sviluppano attorno a un grande cortile, su una superficie di circa 1300 metri quadri”, mentre in località “Li Schiavoni” (Nardò) la professoressa Giovanna Cera è all’opera su “un piccolo insediamento fortificato, collocato su un pianoro soprelevato favorevole al controllo del territorio. Esteso su una superficie di circa tre ettari, era dotato di un circuito murario di circa 650 m di lunghezza, difeso sul lato orientale da un fossato, ben visibile sulle immagini aeree”.

Il dipartimento dei Beni culturali è attivo anche in località Vaste (Poggiardo), con il professor Giovanni Mastronuzzi: «Nel corso degli anni è stato possibile riportare alla luce un esteso complesso paleocristiano che include tre edifici di culto, tra loro sovrapposti, a cui è collegato un cimitero rupestre del quale sono  state indagate oltre 100 tombe caratterizzate dalla presenza di corredi, con vasi e oggetti di ornamento». Le ricerche su quest’ultimo sito sono partite nel 1991 sotto la guida di Francesco D’Andria.