Scarichi a mare, ultimo atto. Ora tocca al Comune di Nardò

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depuratore Attuale scarico a raso a Torre InserraglioNardò. Anche la Giunta regionale, nella sua ultima riunione ordinaria del dell’era Vendola del 26 maggio scorso, ha avallato il Protocollo d’intesa sulla Condotta sottomarina a Torre Inserraglio: adesso spetta al Consiglio comunale di Nardò approvare definitivamente probabilmente entro una ventina di giorni, il progetto che vale 18 milioni di euro complessivi e che consentirà di realizzare la tanto contestata condotta per spingere in mare i reflui fognari provenienti dai depuratori di Nardò e Porto Cesareo. In cambio si doterà il territorio neritino di una serie di infrastrutture idriche e fognanti, in particolare le fogne in tutte le marine, da Santa Maria al Bagno a Torre Squillace (otto milioni di euro i fondi previsti).
Il Protocollo di intesa ha ora le firme di Regione, Aqp,  l’Autorità idrica pugliese e chiude, dopo anni di battaglie ambientaliste e politiche, la spinosa vicenda e, soprattutto, la procedura europea di infrazione sotto la quale, nel 2012, era finita la Regione Puglia, a causa della mancata entrata in funzione della rete fognaria di Porto Cesareo.

L’amministrazione comunale guidata da Marcello Risi, col rischio incombente di un commissariamento da parte del Ministero dell’Ambiente, nelle ultime settimane ha lavorato per strappare un accordo il più possibile conveniente per il territorio, arrivando così (dopo ben 5 correzioni alla bozza iniziale), alla stesura finale. Si prevede tra l’altro una serie di interventi come il potenziamento dei depuratori di Nardò e Porto Cesareo per il riuso parziale in agricoltura, attraverso la rete idrica del Consorzio di Bonifica dell’Arneo e dell’Arif, dei reflui depurati (importo dei lavori, 5 milioni di euro); lo spostamento della condotta terrestre di collettamento dei reflui provenienti da Porto Cesareo che passerà sulla strada “Tarantina” invece che dal sito d’interesse comunitario (Sic) della Palude del Capitano; il completamento urgente di opere idriche e fognarie nell’abitato di Nardò e località “Pagani” e “Cenate” (820mila euro); il monitoraggio costante della qualità delle acque depurate e ulteriori studi meteo marini ai fini di un eventuale futuro prolungamento della condotta, oggi prevista di soli 1100 metri. Tutto ciò comporterà anche l’eliminazione del divieto di balneazione che attualmente interessa centinaia di metri della fascia costiera di Torre Inserraglio (foto), a causa dello scarico a mare in battigia, dei reflui provenienti dal depuratore di Nardò.
Sul protocollo di intesa, nei giorni scorsi, si è espressa negativamente la Consulta cittadina dell’Ambiente.