Santuario del Canneto, dopo i crolli i fondi per metterlo in sicurezza. Con una artistica illuminazione esterna

1009

Gallipoli – Ne ha passate di tutti i colori – già poco dopo di essere stata eretta nel XIII – XIV secolo fu distrutta la prima volta – ma alla fine è ancora lì, aggrappata ostinatamente alla penisoletta al centro del molo di attracco dei pescherecci, con la sua immagine fatta e disfatta ma che ha mantenuto i connotati di una architettura religiosa minore del Barocco salentino. Ma adesso si sta per aprire una nuova fase di rinascita. Su due fronti.

Dalla Regione Puglia poco tempo fa sono giunti 50mila euro per interventi urgenti al Santuario del Canneto, su richiesta del rettore don Gigi De Rosa (foto) e su progetto dell’architetto gallipolino Enzo Mariello, già impegnato negli interventi sulla vicina Cappella di Santa Cristina, poco distante. le ditte coinvolte sono FP Tecnology di Gallipoli, Carlino Luigi di San Donato e Restauri del sole di Bari.

Anche la Soprintendenza ha dato l’ok agli interventi da effettuare per risanare la chiesa di Santa Maria del Canneto; interventi giudicati fondamentali per conservare un immobile giudicato “di interesse storico artistico e architettonico”. Previsti interventi di”cuci e scuci”, pulitura e tinteggiatura dei prospetti e protezione finale; interventi di tassellatura, di coperture a terrazzo e impermeabilizzazioni, fino a interventi di superfici modanate e decorate.

La chiesa, che nel 1504-06 fu ricostruita ad una navata per poi essere “ricostruita a tre navate e con l’aggiunta del portico, dal ‘900 in poi ha subito una serie di manipolazioni tra pericoli di crollo (1900), rinnovamento delle coperture lignee, nuova copertura in calcestruzzo armato (1960-70), consolidamento statico e restauro negli anni Ottanta; fino a giungere tre anni fa ad essere colpita da particolarmente intese calamità atmosferiche che hanno divelto il lastricato del terrazzo,

Le improvvise cadute di materiale lapideo dalle volte della navata destra verificatesi tra il 21 e il 22 giugno, con la chiusura del tempio imposta dai vigili del fuoco, hanno suonato l’ultimo campanello dall’allarme, come dimostrano i rilievi tecnici effettuati dalle collaboratrici dello studio Mariello, Anna Galati, Francesca Perrone, Isabella Semeraro. Responsabile sicurezza ingegnere Valentina Nicolardi.

Enzo Mariello

“Tutti i muri risultano interessati da umidità infestante di risalita” si legge nella relazione che accompagna il progetto di risanamento e di ripristino della originaria estetica su cui hanno inciso pesantemente le operazioni precedenti. La Soprintendenza ha autorizzato i lavori con alcune condizioni relative alle “superfici murarie modanate né decorate”, a quelle decorate, sulle navate laterali, riservandosi la facoltà di poter fornire in corso d’opera “indicazioni o eventuali ulteriori prescrizioni”.

Il secondo fronte d’attacco è rappresentato da una manutenzione non coperta da finanziamenti al momento. Si tratta dell’intero apparato elettrico da mettere a norma. Con una chicca finale: il santuario potrebbe alla fine di questa fase di lavori, essere illuminato esternamente con effetti suggestivi immaginabili. Sarebbe stata interessata una prima impresa del settore. Per agire su questo versante però occorrono altri 60mila euro.

Ma il rettore non è persona che si perda d’animo: don Gigi ha già bussato alle porte del Comune chiedendo l’applicazione di quanto previsto nel regolamento della tassa di soggiorno, confidando in una risposta positiva. Il luogo del resto è uno dei siti storici della città, il primo nucleo di quello che sarà il borgo. Poi ha coinvolto la diocesi di Nardò-Gallipoli e, intanto, ha messo a disposizione i propri risparmi per 8mila euro. E il resto?

Ho fiducia, anche se i tempi sono quelli che sono”, dice il rettore, il qual ha lanciato una sottoscrizione tra fedeli, imprenditori e chiunque voglia dare una mano a veder rifiorire come merita un monumento ed anche un luogo di raccoglimento e preghiera particolarmente per coloro che vanno per mare. Sarebbero stati incassati già 4mila euro.

(in homepage foto di Giuseppe Capraro)