“Santu Lazzaru” e i riti della Settimana santa a Cutrofiano e nel Salento in un libro a cura di Antonio Melegari

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Antonio Melegari (foto di Giulio Rugge)

Cutrofiano – I riti della Settimana santa nel Salento, e più in particolare a Cutrofiano, raccontati in un libro fotografico accompagnato da un cd e un documentario: è pubblicato dalla casa editrice salentina Kurumuny con l’associazione culturale Sud Ethnic (di Cutrofiano) “Santu Lazzaru e dintorni”.

A cura di Antonio Melegari, operatore culturale e musicista, il volume è un’antologia celebrativa dei 30 anni della rassegna “Lu Santu Lazzaru”, nata nel 1991 a Cutrofiano con l’obiettivo di custodire e valorizzare il patrimonio dei canti pasquali.

L’anima di una comunità in musica

Attraverso i canti devozionali, il libro permette di scoprire la dimensione più profonda della cultura contadina e delle tradizioni locali, dove la Pasqua – con il suo simbolismo di morte e resurrezione – rappresenta la rinascita della natura e il passaggio dall’inverno alla primavera.

Santu Lazzaru 2019, cantori tra le case. (Foto di Daniele Coricciati)

All’interno del volume contributi di Giuseppe Botrugno, Giuseppe Cesari, Luigi Chiriatti, Imma Giannuzzi, Simone Giannuzzo, Giovanni Leuzzi, Massimo Manera, Totò Matteo. Nel reportage fotografico di Daniele Coricciati viene poi documentata la tradizione de Lu Santu Lazzaru portato di casa in casa dalla compagnia Melegari-Stefanizzi la notte tra il sabato e la domenica delle Palme. Nel cd allegato documenti storici, riproposte e canti originali di interpreti quali Rocco De Santis e Antonio Castrignanò, per un totale di 32 brani divisi in 9 sezioni.

Altra chicca il documentario “Santu Lazzaru e dintorni…” realizzato da Meditfilm con la regia di Fabrizio Lecce (trailer qui): vi si raccontano i luoghi e le usanze delle notti che precedono la domenica delle palme, con i cantori che entrano (o entravano, prima del Covid) nelle case portando la musica della tradizione che diventa collante della comunità. Una comunità, quella di Cutrofiano, che ha avuto i suoi grandi cantori in Uccio Aloisi, Uccio Bandello e Narduccio Vergaro, ai quali dal 2011 è dedicato “Li Ucci festival”, ideato e promosso dall’associazione culturale Sud Ethnic.